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Piante Grasse fascicolo 3, luglio - settembre 2020 - volume 40

 
rivista 3 2020
rivista3 2020

 
 Editoriale
È innegabile, il lockdown ci ha profondamente cambiati: il confinamento forzato per mesi in pochi metri quadrati ci ha obbligato a ingegnarci per non soccombere alla frustrazione e allo sconforto. Ed ecco venirci in aiuto le nostre beniamine, spinose e non: che si trattasse di una terrazza o di un fazzoletto di terra dietro casa, oppure solamente di un balconcino con quattro vasi sul davanzale, tutti abbiamo rivolto la nostra attenzione e dedicato il nostro tempo a travasi, ripicchettamenti e semine. Ci ha fatto star bene sporcarci le mani di terra e passare delle mezze giornate a liberare i vasi dalle erbacce; abbiamo esultato vedendo spuntare i primi germogli delle nostre semine e i primi boccioli floreali; tutte gioie che in altri tempi, presi dalla frenesia del lavoro, probabilmente ci saremmo persi. Molte ricerche dimostrano quanto sia importante il verde e quanto bene ci faccia occuparcene: mentre ce ne prendiamo cura, il nostro giardino cura noi perché impariamo a rispettare i tempi della natura. Ci permette una sana attività fisica all’aperto e ci insegna a non perdere mai le speranze, perché, anche quando tutto sembra perduto, le nostre piante sono capaci di sorprenderci positivamente. Possiamo quindi ritenerci fortunati rispetto ad altri che non possono godere di queste piccole soddisfazioni, di questi preziosi momenti di serenità che ci hanno tenuto compagnia e ci hanno distolto la mente dalle ansie e dalle incertezze dei lunghi mesi passati. Gli effetti benefici del verde ci aiutano a concentrarci e a riflettere sulle cose importanti della vita, perché ci stiamo occupando di esseri viventi e abbiamo a cuore il loro benessere. Ricordiamocelo anche quando riprenderemo a tempo pieno le nostre attività lavorative, ritagliamoci di tanto in tanto degli spazi di tempo tutti per noi da dedicare alle piante, con la consapevolezza che stiamo curando, insieme a loro, anche la nostra salute fisica e mentale.
Luisa Floris

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Nel primo articolo Leo González ci fa una carrellata di nuovi cultivar di Echeveria.

Mi chiamo Leo González e il mio collega è Rafa Navarro. Nel 2014 abbiamo dato vita a un progetto imprenditoriale chiamato Suculentia, unendo la mia esperienza di collezionista di succulente, un’attività da me praticata per 16 anni, e le doti artistiche del mio collega, un pittore. Abbiamo pensato di unire le nostre competenze per dar vita a una piccola azienda chiamata Suculentia. Abbiamo iniziato con 100 metri quadrati in una proprietà del mio collega e adesso abbiamo ben 800 metri quadrati. Siamo specializzati nel creare nuovi ibridi di Echeveria, incrociando questo genere anche con Pachyphytum, Graptopetalum, Sedum e alcune altre crassulacee. Creiamo anche ibridi di Gasteria, Haworthia e Aloe..,.....

echeveria

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Nel secondo articolo  Massimo Afferni scrive su Euphorbia
Nei numerosi viaggi effettuati alle isole Canarie il mio interesse per le euphorbie arbustive semisucculente è via via aumentato portandomi quindi a fare ricerche su di esse (ad esempio Euphorbia balsamifera Aiton, Euphorbia bourgaeana J. Gay ex Boiss. et alii, Euphorbia mellifera Aiton, ecc.) nonché a fotografarle nei loro habitat a volte piuttosto localizzati o in altri casi invece più o meno ampiamente distribuiti in vari territori di una o più isole.....
 euphorbia
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Nel terzo articolo Franco Rosso pubblica uno studio sulla resistenza al freddo di alòcune succulente.

Le ragioni per le quali le piante risultano suscettibili alle basse temperature possono essere ricondotte in modo piuttosto netto a due differenti scenari: quello dei danni all’integrità cellulare dovuti al congelamento e quelli metabolici dovuti a reazioni biochimiche inibite dalle basse temperature....
il freddo::::::::::::

 

 
Nel quarto articolo Alan Butler scrive su alcune specie di Hoya
Il genere Hoya  R.Brown  prende il nome del botanico/giardiniere Thomas Hoy, amico di Brown, che lavorava per Syon House, casa del duca di Northumberland, oggi non lontana dall’aeroporto di Heathrow  dove, curiosamente, fu aperto il primo ‘garden centre’ come novità negli anni sessanta.....
 

hoya

 

Seguono alcune interessanti recensioni a libri usciti e in preparazione 

 

Piante Grasse fascicolo 2, aprile - giugno 2020 - volume 40

rivista 2 2020
rivista2 2020
 
 Editoriale

Come ci ricorda ad ogni occasione la nostra presidentessa Vanda Del Valli, Piante Grassenon è semplicemente un periodico: è l’organodi stampa di una associazione, l’AIAS. Inuna realtà sotto gli occhi di tutti, nella qualel’associazionismo culturale e di promozione sociale langue sotto il ricatto dell’utilitarismo,con il benestare del tempo che non è mai abbastanza per fare tutto ciò che si vorrebbe, riviste come la nostra sono l’Organo Vitale che tiene ancora unite le persone che in piccoligruppi si ritrovano nelle regioni più disparate della nostra penisola per condividere non un interesse in comune, ma una comune passione. Senza passione, nel senso ambivalente e più completo del termine, il semplice interesse diventa scambio di informazioni, utilizzo di oggetti, acquisto di piante per far crescere una collezione concepita nel suo significato più esclusivo e segregativo. La nostra rivista, nata ormai più di quarant’anni fa, quando di informazioni ne circolavano poche, non esisteva internet ed era difficile anche soltanto trovare a distanza chi coltivasse anche lui succulente, paga negli ultimi anni lo scotto di non aver voluto scegliere da che parte stare, ma di aver al contrario cercato caparbiamente di rimanere nel mezzo, con una pluralità di toni che a taluni sarà certamente sembrata segno di ambiguità, ma in realtà è una scelta matura e consapevole, frutto diretto della sua missione, quella di essere l’organo di stampa e di vita dell’Associazione Italiana Amatori delle Piante Succulente. I botanici di professione pensano a pubblicare i propri articoli sulle riviste scientifiche di elevato impact factor, i vivaisti pensano aprocacciarsi nuovi clienti in un mercato con così tanti competitors da essere diventato aggressivamente concorrenziale, i neofiti cercano avidamente di carpire i segreti dei maestri e i coltivatori più esperti fanno il possibile per conservare per sé il frutto di decenni di esperienze sul campo. Dopo tutto, se si utilizza solo la ragione come metro per decidere il da farsi, nessuno in fondo avrebbe un particolare interesse a investire il suo tempo per scrivere per la nostra rivista. Ma allora perché la gente scala le montagne, suona uno strumento o gioca con gli amici? Per passione, la passione di condividere, che rende tutto più colorato, più appagante, più vivo. Mettere in gioco qualcosa di nostro, per avere tanto, tanto di più in cambio nella forma più alta, che nessuna moneta potrà mai ripagare. Il botanico che divulga, il vivaista che accoglie, il neofita che si impegna a imparare, l’esperto che dà un significato ai capelli sbiancati e alle mani che ormai non contano più le spine conficcate. Una rivista che ha al suo centro la connettività: fra le persone, fra le esperienze, fra gli argomenti. Una rivista che mette in contatto chi sa con chi ha sete di sapere, chi viaggia con chi non può viaggiare, chi ama mostrare con chiama ammirare le foto delle piante più belle. Perché è vero che siamo tutti ignoranti… ma per fortuna non ignoriamo tutti le stesse cose!

Franco Rosso


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Nel primo articolo Emilio con il Cile e le sue Copiapoa.

Il Cile è uno stato dell’America Meridionale che si estende longitudinalmente tra l’Oceano Pacifico e la Cordigliera delle Ande. Confina a nord con il Perù, a est con la Bolivia e l’Argentina e a sud con lo stretto di Drake.,.....

il cile e le sue copiapoa

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Nel secondo articolo  Franco ci parla di piante diventate alloctone in alcune zone Italiane
A differenza del Centro-Sud Italia, dove il rinvenimento in natura di popolazioni alloctone casuali di Cactaceae spazia con una certa libertà fra alcuni generi fra loro piuttosto diversificati,nelle regioni più settentrionali....
 Echinopsis chamaecereus
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Nel terzo articolo Lorenzo ci parla di Argyroderma.

Costituito da undici specie e (forse) da una sottospecie, ma con al suo interno molte varianti soprattutto per quanto riguarda la colorazione dei fiori, il genere Argyroderma è piuttosto uniforme....
Argyroderma::::::::::::

 

 
Nel quarto articolo Marco ci scrive di ibridi tra Aeonium e Sempervivum
Sfogliando il primo numero del 2020 di Cactus World, la rivista della British Cactusand Succulent Society, non pochi appassionati di succulente hanno avuto un sussulto. In un articolo lungo appena una pagina, Mark Lea e Daniel Michael, i titolari di Surreal Succulents, un vivaio inglese specializzato in succulente, hanno annunciato di aver incrociato con successo un aeonium e un sempervivum,....
 

×Semponium

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 Nel quinto articolo Marco ci parla dello IOS.
La bibliografia sulle succulente è in costante crescita. Ogni anno vengono pubblicati migliaia di articoli, centinaia di nuovi taxa e decine di saggi in diverse lingue. A differenza di quanto accade in altre discipline, chi studia le piante grasse non può concentrarsi solamente sui tradizionali periodici accademici,...
 repertorium plantarum

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A finire Attila scrive su Xanthorrhoea.
Le grasstree sono piante australiane iconiche e monocotiledoni appartenenti a due antiche famiglie. Xanthorrhoea è l’unico genere della sottofamiglia Xanthorrhoeoideae (nella grandefamiglia delle Asphodelaceae), mentre il genere Kingia appartiene alla piccola famiglia delle Dasypogonaceae.....
 Xanthorrhoea

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Speciale 2019

Di prossima uscita

Speciale PIANTE GRASSE 2019

Dopo grande sforzo da parte di Franco Rosso e Matilde Barroero, dei correttori e di tutto lo staff AIAS, per la prossima settimana lo speciale 2019 sarà inviato in tipografia, sono 80 pagine con rilegatura a dorso, questa una breve introduzione da parte degli autori:

Il testo introduce i criteri scientifici che stanno alla base della moderna tassonomia basata sulla filogenesi, a livello botanico in generale e, ogni qual volta ne sia rilevata la possibilità, al livello specifico della famiglia delle Cactaceae, dove gli stessi criteri sono messi a dura prova. Sono affrontati gli aspetti storici dell'approccio alla sistematica delle Cactaceae, i principali descrittori morfologici considerati nella fenetica classica ed infine gli ultimi aggiornamenti apportati alla tassonomia della famiglia sulla base dei criteri filogenetici, fino a livello di definizione e di collocazione dei generi.

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