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Piante Grasse fascicolo 4, Ottobre - Dicembre 2017 - volume 37

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 Editoriale
È con grande piacere che ho accolto la nomina a Vice Presidente durante l’Assemblea Nazionale dei soci svoltasi nel giugno scorso a Ravenna. Questo incarico mi darà la possibilità di mettere in pratica alcune mie idee che ci permetteranno di dare un’ulteriore svolta positiva alla nostra Associazione.
Sin dal 2005 quando il collegamento ad Internet è diventato comune hanno avuto un grande successo i forum: piazze multimediali nelle quali scambiare opinioni su tecniche di coltivazione, identificazione di piante e tutto quello che riguardava il mondo delle succulente.
Come in tutte le famiglie non sempre si va d’accordo e, nel corso degli anni, ci sono state separazioni che hanno portato alla creazione di nuovi gruppi, alcuni di grande successo.
Dal 2014 si è verificato un nuovo cambiamento di rotta. L’avvento degli smartphone per il mercato di massa ha permesso alla gente di seguire i propri interessi in mobilità. La vita è diventata più frenetica. La rimodulazione dei contratti lavorativi post crisi economica ha portato a turni impossibili, difficili da coniugare con chi dopo cena passava il suo tempo a dilettarsi sui forum, dove di solito la comunicazione era asincrona: oggi scrivo un messaggio e, forse domani, qualcuno lo leggerà e risponderà al mio quesito. Le chat, gestibili direttamente dal telefonino, hanno portato ad una comunicazione diretta ed immediata fra gli utenti. Ciò ha comportato il lento ed inesorabile declino dei forum a vantaggio dei nuovi social network, Facebook in primis, dove lo scambio di informazioni è immediato e meno macchinoso. Voglio caricare una foto della mia ultima fioritura? Scatto una foto e la metto on line in pochi secondi, senza preoccuparmi della dimensione della foto, di lunghi accessi al portale e, se la foto interessa, ho un immediato riscontro da parte della comunità.
Potenziare e sfruttare al massimo le possibilità che ci offrono le nuove tecnologie, specialmente l’aumento della visibilità del nostro gruppo sui social network, sarà in particolare il mio principale impegno.
Sarebbe sbagliato da parte mia ritenere il “nostro mondo” popolato solo da automi che digitano su una tastiera o su un piccolo schermo. Ritengo infatti che la nostra forza siamo NOI, persone reali che si confrontano su una cosa che ci piace e fanno amicizia, incontrandosi nelle mostre mercato, nelle esposizioni specializzate ma soprattutto vivendo la propria realtà regionale. Quanti di voi non hanno mai partecipato ad una riunione dell’AIAS? Dall’autunno alla estate tutte le sezioni organizzano incontri e dibattiti interessanti. Noi come Direzione ci impegneremo a darne la massima visibilità per avvicinare sempre più persone che ancora non ci conoscono e aver il piacere di conoscere soci che non abbiamo mai visto. Fino a pochi anni fa eravamo presenti attivamente in tutte le regioni d’Italia. Ora solo in poche. Prendete, o voi appassionati, con coraggio e un pizzico di follia la volontà di ricostituire una sezione regionale dell’AIAS. L’impegno ci vuole ma non è un’ impresa impossibile! Da noi tutti riceverete il massimo sostegno e supporto.
L’aumento del numero dei soci è fondamentale per il nostro sostentamento economico ma ciò avverrà solo se saremo in grado di offrire servizi di qualità ed una rivista ricca di contenuti e di valori aggiunti. Le collaborazioni con gli orti botanici e le scuole verranno mantenuti ed intensificati ricordando che la cultura è il cibo della mente e il fondamento per l’evoluzione di ogni Popolo.
Alessandro Golinelli
 
Nel primo articolo troviamo Franco Rosso che ci parla della splendida Tromotriche revoluta, (foto di copertina) di seguito una parte del suo bellissimo articolo:

Il genere Tromotriche appartiene all’ex-famiglia Asclepiadaceae, proposta ora da AGP (Angiosperm Phylogeny Group) come sottofamiglia Asclepiadoideae all’interno della vasta famiglia della Apocynaceae. Con le sue 11 specie attualmente ascritte, risulta fortemente correlato con il genere Tridentia e con quello Stapelia, con i quali è in grado di formare ibridi naturali. E’ diffuso nelle regioni occidentali del Sud Africa e della Namibia, in zone tipicamente a precipitazioni invernali.
Il termine “tromotriche” (dal greco “tromos” tremante, “trichos” pelo/capello) fa riferimento all’estrema mobilità dei piccoli peli clavati ed appiattiti...  

 
Massimo Afferni
Le succiamele

Foro dell'autore

le succiamele
 
Recentemente leggendo un articolo nella rivista tedesca Avonia sono venuto a conoscenza di un mondo strano e singolare, a me sconosciuto, inerente alle piante parassite con la caratteristica di essere anche succulente. In detto scritto si fa riferimento ad alcuni generi che crescono nel Nord America come le Orobanche, le  Pterospora e alcune specie di Ammobroma e Pholisma...
 
 

Slvia Conchione
Haworthia
viaggio in Giappone
Foto ell'autore

viaggio in giappone - haworthia
Questo articolo intende aprire una piccola finestra su un aspetto noto agli appassionati e ai collezionisti delle Haworthia: i ricercati e costosi ibridi e cultivar giapponesi. C’è un ristretto ambito fatto di aste, coltivazione in vitro e scambi internazionali dove alcuni esemplari sono ricercatissimi e venduti a prezzi esorbitanti; questa nicchia comincia ad incuriosire un maggior numero di appassionati di Haworthia. Il fulcro di questo ambito è il Giappone...
 
 
Carlo Zanovello
Come gli Ariocarpus

Foto dell'autore

come gli ariocarpus
 
Alcuni anni fa ebbi l’occasione di tenere una relazione sul genere Haworthia per un gruppo di soci AIAS. Poiché da tempo mi interrogavo sulla ragione dello scarso interesse, suscitato in Italia tra i succulentofili, da questo genere, feci notare all’amico Davide Donati la somiglianza di alcune piante di questo genere con le piante del genere Ariocarpus. Anche Davide condivideva l’impressione di una forte rassomiglianza e davanti alle piante della mia collezione indicava via via  con quale Ariocarpus sembrava confondersi quel determinato esemplare. Mi pareva così che le stesse ragioni che portavano molti cactofili ad amare gli Ariocarpus fossero altrettanto valide per le Haworthia...

biglietto12bis

 
 
Giovanni Flace
Disinnestare le cactaceae

foto dell'autore

 disinnestare le cactaceae
 
Considerando che non compro piante che non siano in grado di vivere su proprie radici (è il caso del classico Gymnocalycium mihanovichii ‘Hibotan’), non mi interessa far crescere rapidamente una pianta (ma farla crescere bene), non mi piacciono le caratteristiche innaturali che assumono le piante innestate (ad es. i poveri Ariocarpus innestati che somigliano più a meloni che non a piante in habitat) e ovviamente non amo le inutili e antiestetiche sovrapposizioni di piante. Per questi motivi mi trovo spesso a disinnestare i cactus utilizzando una tecnica sicura e collaudata...
 

Andrea Cattabriga

La difficile storia degli affrancamenti difficili 

foto dell'autore

affrancamenti difficili

Devo ringraziare l’amico Franco Rosso per il suo gentile invito a scrivere nuovamente su Piante Grasse per trattare il tema dell’affrancamento degli innesti, argomento complementare e conclusivo di un altro mio articolo apparso qualche tempo fa dal titolo ‘L’innesto nelle piante succulente e in particolare nelle Cactaceae’, che fu ospitato sul fascicolo numero tre del 1983. Si trattava della mia ‘prima volta’ come autore, io avevo diciotto anni e già da un po’ sperimentavo queste tecniche di propagazione.
A quei tempi il mercato offriva poco in termini di specie e varietà (soprattutto in Italia), per cui l’innesto era l’unica soluzione per propagare qualsiasi cactus più o meno raro. Dopo tanti anni le cose sono cambiate sensibilmente ed è ormai possibile reperire quasi tutto ciò che si desidera, ma non sempre la qualità delle piante è all’altezza delle aspettative...

Piante Grasse 20171

Marco Sisti

Preparazione e sistemazione delle piante per il riposo invernale
foto dell'autore

riposo invernale

La bella stagione è al termine; l’estate con le sue fioriture è ormai un ricordo. Le piante che avevamo messo all’aria aperta dovranno essere ritirate o sistemate in posti protetti dal freddo e dall’acqua piovana.Per chi non ha una serra, ma solo un terrazzo dove coltivare le piante, prima della fine di settembre cominciano le preoccupazioni e i problemi di stoccaggio delle succulente che solitamente durante la bella stagione sono aumentate di numero; non si sa più cosa fare perché ci si rende conto dell’imminente avvicinarsi della stagione fredda.
I problemi, anche se in maniera molto ridotta, ci sono anche per chi per sua fortuna ha la possibilità di ritirare le proprie piante in luoghi protetti e riscaldati.
È necessario, per chi non ha la possibilità di ritirare le piante in luoghi protetti e riscaldati, preparare le piante per dare loro modo di affrontare l’inverno senza problemi, nella condizione più favorevole possibile per quanto riguarda la loro salute...

A seguire una recensione a cura di Marco Cristini e le notizie delle sezioni regionali.

Sperando che la rivista vi arrivi entro Natale auguriamo a tutti buone feste!!

 

 

 

 

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