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Piante Grasse fascicolo 2, aprile - giugno 2018 - volume 38

fascicolo 2 2018
rivista 2 2018
 
 Editoriale
Cari soci, sono rimasto l’ultimo della direzione a portarvi il mio saluto, prima di me si sono presentati il presidente, il vicepresidente e il capo redattore, mancava solo il segretario.
Di che cosa potrà parlarvi il segretario? Dell’andamento dell’associazione, è ovvio. In questo tempo in cui la carta stampata e l’associazionismo sono in crisi profonda ci vuole del coraggio per portare avanti una rivista e un’associazione che continua a perdere pezzi. Altri hanno già gettato la spugna, ma noi teniamo duro, anche se siamo, in quanto ai soci, ai minimi storici. L’anno appena trascorso ha visto solo 337 soci, un po’ pochi per riuscire a fare una rivista di qualità. La nuova direzione è affiatata e concorde nel rilanciare l’A.I.A.S. e nell’avviare una controtendenza rispetto agli ultimi anni trascorsi. Nel periodo d’oro dell’associazione ogni regione aveva la sua sezione, dove si organizzavano attività per i soci, dove ogni appassionato di piante succulente aveva il suo punto di riferimento; ora le sezioni si sono ridotte appena a quattro e per lo più solo al nord, senza escludere il Lazio che è sempre stata una delle sezioni portanti dell’A.I.A.S. È prioritario, secondo me, ricostituire le sezioni, specie in quelle regioni dove i soci sono più numerosi come la Toscana. E nel sud d’Italia, dove le condizioni atmosferiche sono più propizie alla coltivazione delle amate succulente e dove, ne sono certo, gli appassionati sono tanti e molto qualificati. Per fare questo, cioè per ricostituire le sezioni mancanti, c’è bisogno della collaborazione di tutti voi, la direzione può solo stimolare e al massimo aiutare, ma non può sostituirsi alle sezioni. Intanto, per incominciare, se non si riesce a creare in alcune regioni una sezione vera e propria, sarebbe auspicabile almeno avere una persona di riferimento che faccia da tramite tra la direzione e i soci della regione. Vi prego, pensateci, e se c’è qualcuno di buona volontà, si faccia avanti. Lo so che oggi la vita è caotica, che il lavoro ci porta via tutto il tempo e non ce ne rimane neanche per le persone care, ma se c’è qualcuno di voi al quale rimane un briciolo di tempo, pensi a dare una mano per il rilancio dell’A.I.A.S. Abbiamo la rivista Piante Grasse che la nuova redazione ha cercato di migliorare il più possibile in modo da essere più attraente e piacevole; essa fa da collante tra i soci ma non basta. Un’associazione deve essere un punto di socializzazione tra persone che condividono le stesse passioni e questo si può ottenere solo con le sezioni. Infine, voglio ringraziare tutti quelli che già si impegnano nelle sezioni esistenti, i segretari e i componenti dei consigli sezionali, tutti quelli che organizzano mostre e punti di rappresentanza nelle principali manifestazioni florovivaistiche e che in qualche modo pubblicizzano la nostra associazione. Abbiamo bisogno, oggi più che mai, di farci conoscere perché è l’unico modo per aumentare il numero dei soci e anche per migliorare l’associazione. Ringrazio, inoltre, tutti quelli che si cimentano a produrre articoli per la rivista. Penso che ognuno di noi abbia qualcosa da raccontare, esperienze personali, viaggi, visite ad orti botanici e a collezioni, e allora perché non farne partecipi gli altri soci? Ringrazio anticipatamente tutti coloro che vorranno dare una mano nelle regioni dove le sezioni non esistono.
Un affettuoso saluto a tutti voi dal vostro segretario, Emilio Capacci
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Nel primo articolo Marco Sisti ci parla di del Genere Pelecyphora, di seguito una parte del suo bellissimo articolo:

Come spesso accade nella storia tassonomica di molte Cactaceae anche nel genere Pelecyphora sono state ascritte piante che ora fanno parte di altri generi. Le bellissime Pelecyphora pseudopectinata/pulcherrima, e Pelecyphora valdeziana ora appartengono al genere Turbinicarpus, mentre Pelecyphora pectinata ora fa parte del genere Mammillaria: e si chiama Mammillaria pectinifera, mentre la splendida Encefalocarpus strobiliformis ora è inserita nel genere Pelecyphora: Pelecyphora strobiliformis è rimasta per molto tempo monogenere. Attualmente al genere Pelecyphora appartengono due sole specie: Pelecyphora aselliformis e Peleyphora strobiliformis....

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Nel secondo articolo che si collega al primo, Ada Quirico ci parla del genere Pelecyphora in habitat
L’areale mostrato nella fotografia 1, per la Pelecyphora aselliformis, si trova a fianco di una strada di grande comunicazione. Si tratta quindi di una zona presumibilmente non esente da inquinamento, ma comunque non urbanizzata, per lo meno nelle immediate vicinanze. Nell’ambito delle escursioni praticate dall’autrice in questo stato del Messico, questa è l’unica zona nella quale ha registrato...
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Nel terzo articolo Vanda Del Valli ci parla dell' Orto Botanico di Roma:

Lo scorso anno con il numero 2 della nostra rivista Marco Cristini ci ha fatto visitare con la sua narrazione l’Orto Botanico di Torino: vorremmo continuare con una serie di appuntamenti dedicati a conoscere queste strutture finalizzate, tra l’altro, alla conservazione della biodiversità sul nostro Pianeta. Argomento che ci trova sempre molto sensibili...
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Nel quarto articolo Attila Kapitany ci propone un viaggio in Australia per visitare le succulente del luogo:
Introduzione: tra le erbacce ci sono dei fiori...
Cominciamo con l’amara verità. Le persone possono disdegnare o odiare alcune piante per una serie di motivi. Già a partire dal titolo, si comprende che tutti sono d’accordo sul fatto che queste piante abbiano nomi che sono lungi dall’essere lusinghieri: uno ha anche “erbaccia” (weed) come parte del suo appellativo...
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 Nel quinto articolo Massimo Afferni ci parla di Sedum e Petrosedum a Matera:
Matera, in Basilicata, è la terza città più antica del mondo dopo Gerico (in Israele) ed Aleppo (in Siria). È famosa per i suoi Sassi, cioè abitazioni (e chiese rupestri contenenti bellissime pitture murali) ricavate in grotte in parte naturali e in parte scavate dall’uomo, di solito costituite da un unico vano in cui viveva una famiglia con i suoi animali...
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Nel sesto articolo Franco Rosso ci intrattiene con un testo scientifico:

I fosfiti sono sali del fosforo con stato di ossidazione III (uno stato di ossidazione diverso, meno stabile di quello V caratteristico dei comuni fosfati) i cui derivati sono largamente utilizzati in qualità di principi attivi, nell’ambito della prevenzione e della cura di svariate patologie vegetali....

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Alla fine troviamo informazioni dalle sezioni:

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