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Piante Grasse fascicolo 4, ottobre - dicembre 2018 - volume 38

rivista n4 2018
rivista n4 2018
 
 Editoriale
Ho ricevuto l’invito a scrivere l’editoriale: cosa dire, forse ricordare il momento in cui ho iniziato a collaborare concretamente con la rivista? Fu una cosa alquanto travagliata. C’è stato un periodo durante il quale ero socio senza rivista, un fatto avvenuto un po’ come protesta per i grossi ritardi accumulati in quegli anni. Fu una scelta che da una parte giudico sbagliata io stesso, perché un contributo finanziario in meno viene a incidere sempre, ma allora non vedevo altro modo per poter dare un segnale forte. La mia collaborazione in altri aspetti era comunque sempre molto attiva. Con fatica e con il contributo di chi ci lavorava allora, la rivista riuscì a rialzarsi e così l’AIAS mi vide nuovamente socio a tutti gli effetti. Iniziai anche a scrivere diversi articoli nella rubrica sulle Aizoaceae. Facciamo un salto in avanti: gli anni passano e la rivista subisce un altro periodo difficile. Cambiano i collaboratori, ma qualcosa non va su come ci si vuole orientare per farla crescere e tutto cade nel giro forse di un anno. In quel periodo mi si chiede (data la mia passione per il computer e considerato che ero già responsabile del sito) di preparare una bozza della rivista, la quale poi fu fatta girare tra i vari componenti del direttivo e gli aiutanti, senza dire il nome di chi l’aveva fatta. Sono stato promosso e da allora eccomi qua come grafico-impaginatore della rivista, paroloni che dicono poco o niente, o forse troppo. Qual è il mio compito in realtà? È molto semplice: mi vengono inviati i vari articoli dal capo redattore assieme alle foto, che devo raggruppare e far stare nelle 48 pagine della rivista; fatto questo, ci sono i correttori, di cui invidio la capacità di fare attenzione anche alle virgole: non so come facciano, sono molto bravi e preparati, senza di loro a poco varrebbe l’impaginazione. Siamo sempre tutti tesi verso la fine di un numero e a volte sorgono anche delle piccole discussioni su errori o cose simili, tutto questo perché le persone che collaborano a Piante Grasse tengono molto all’associazione e alla rivista e vogliono che faccia bella figura nel mondo. Sono contento di avere attorno a me persone ben motivate e che vogliono bene all’AIAS; se non fosse così, non ci sarebbero tante discussioni e qualche momento a volte teso. Tutto questo è fatto per amore della nostra passione e per far dare il meglio a tutti i soci. Ci siamo incontrati alla Festa del Cactus di Bologna: ci voleva e spero che si possa fare ancora, secondo me ci vorrebbero almeno tre incontri all’anno tra il gruppo rivista e il direttivo, anche per conoscerci meglio e capirci di più. Che cosa spero dentro di me? Che la divisione in due avvenuta diversi anni fa nell’AIAS, che ha poi causato anche altre divisioni regionali, possa ricomporsi, anche lentamente. L’aumento del numero dei soci sarebbe un vantaggio anche per la divulgazione delle conoscenze sulle succulente, che è tra gli scopi della rivista. In Italia non siamo tantissimi e l’unione ci avvantaggerebbe. Un’altra speranza è che anche voi che leggete possiate prendere il coraggio di impugnare una penna o il mouse e scrivere le vostre esperienze, o se più competenti qualche articoletto sulle vostre succulente preferite (al momento mancano articoli sulle Cactaceae). Quindi scrivete, mi fa piacere impaginare gli articoli dei soci.
Lorenzo Stocco

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Nel primo articolo Mario Cecarini ci presenta la seconda parte del genere Aloe , di seguito una parte del suo articolo:

Aloe maculata (ex A. saponaria), Allioni 1773.
Pianta acaule a foglie larghe, triangolari, di forma e dimensioni variabili, verdi con macchie biancastre e margini dentati. Infiorescenza a racemo i cui fiori gialli, rossi o arancioni possono comparire in estate, in inverno o a primavera. Pianta alquanto variabile....

 

Aloe

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Nel secondo articolo  Franco Rosso ci parla delle 4 sottofamiglie delle Cactaceae
Per quanto a partire dal 1984 con l’approccio sistematico introdotto dall’IOS – e sulla scia di questo i più recenti approcci basati sulla filogenesi molecolare, ma pur sempre con respiro di esaustività verso la famiglia, come quello di R. Nyffeler e U. Eggli datati 2010 - numerosi gruppi di studio....
 sottofamiglie cactaceae
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Nel terzo articolo Ray Stephenson ci scrive sutre sedum spesso confusio tra loro.

Spesso confusi in coltivazione per via del loro aspetto simile, Sedum hispanicum, S. lydium e S. pallidum sono specie distinte, sebbene condividano molte caratteristiche simili...
Sedum::::::::::::

 

 
Nel quarto articolo Flavia Calò ci illustra la collezione Haworthia dell'Orto Botanico di Roma
La collezione del genere Haworthia è collocata nell’Orto Botanico di Roma all’interno di una delle serre storiche, la Serra Francese. Questa, dopo gli ultimi interventi di restauro, ultimati nella primavera del 2012, si presentava priva di piante....
 

Haworthia

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 Nel quinto articolo Marco Sisti ci parla di Bowiea volubilis.
Si tratta di una pianta perenne, formata da un caudice sferico che può arrivare anche a 25 cm di diametro. Dalla fine dell’inverno dall’apice crescono dei fusti verdi e rampicanti lunghi sino a 5 m. In natura il caudice rimane sepolto per metà nel terreno...
 Bowiea volubilis

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 Per finire notizie sulla tredicesima festa del cactus

di Andrea Cattabriga

Dal 14 al 16 settembre si è tenuta la tredicesima edizione de La Festa del Cactus, che ormai costituisce ogni anno una meta obbligatoria per tantissimi appassionati di piante succulente di tutta Italia e non solo. Dal 2006, anno in cui si tenne la prima edizione, di strada se ne è fatta e se ne continua a fare tanta: non c’è stata volta in cui non si sia presentato qualche nuovo vivaista con offerte sempre più interessanti, dall’Italia e dall’estero: un incremento costante dell’offerta che si è rispecchiato, da parte dei visitatori, in un’attenzione sempre crescente...

Festa del cactus