I nomi delle Cactaceae: perché si chiamano così?

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I nomi delle Cactaceae: perché si chiamano così?

Messaggio da leggereda Fab®izio » 22/06/2010, 20:54

Questo e' un mio articolo sull'etimologia dei nomi delle cactacee apparso in due puntate su Piante Grasse n° 3-2001 e n° 1-2002, che oltre ad illustrare la provenienza del nome potra' aiutarci nella corretta pronuncia dello stesso. Un ringraziamento va a Giancarlo Sleiter per l'imput e l'aiuto.

I nomi delle Cactaceae: perché si chiamano così?


La lingua ufficiale della Botanica è il Latino e, pertanto, tutte le descrizioni e tutti gli epiteti dei vari taxa debbono essere in questa lingua e conformi alle regole dettate dal Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica (CINB). Gli epiteti dei diversi taxa o sono nomi latini o sono nomi latinizzati derivati dalla lingua greca o da una lingua moderna nel caso di epiteti che si rifanno ad una località (per es., bocasana, dalla Sierra de Bocas) o nazione (per es., chilensis, dal Cile) o altra entità geografica (per es., antarctica, dall'Antartide; sibirica, dalla Siberia; ecc.) oppure che vogliono ricordare una famiglia (per es., madisoniorum, dai coniugi Madison oppure una persona (per es., duwei, da Duwe). Giova ricordare che il CINB ammette nell'alfabeto latino lettere che ad esso sono estranee (j, che si pronunzia come i; w, che si pronunzia come v), che tiene distinte la u e la v (che in latino sono equivalenti) e che non ammette l'uso di segni diacritici, accenti e cediglie. È ovvio che la pronunzia dei nomi latini deve seguire le regole della prosodia latina e non quella di una qualunque lingua moderna*. I nomi, dei quali viene qui illustrato il significato, sono una scelta di epiteti generici. (Red).

* Cfr Pianta Grasse, 7, 137 (1987) Quando la Rivista usa accenti o segni diacritici lo fa unicamente per aiutare i lettori nella corretta pronunzia.

CACTUS: è la latinizzazione della parola greca káktos = pianta spinosa, cardo.


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ACANTHOCALÝCIUM: è parola composta derivante dal termine greco ákantha = spina e dal latino calyx = calice e fa' riferimento alla spinosità del ricettacolo florale di queste piante. Il genere venne eretto da Backeberg.

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APOROCACTUS: epiteto creato da Lemaire combinando con cactus l'aggettivo greco áporos = impenetrabile a causa del folto groviglio di rami striscianti o scandenti che caratterizzano le piante di questo genere.

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ARIOCARPUS: questo epiteto generico venne creato da Scheidweiler combinando le due parole greche aría = sorbo e karpós = frutto, in quanto l'aspetto dei frutti degli Ariocarpus ricorda quelli del Sorbus aria, il comune sorbo.

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ARROJÁDOA: il nome, proposto da Britton & Rose, ricorda il Portoghese Miguel Arrojado, direttore delle Ferrovie Brasiliane, che, con la costruzione della strada ferrata attraverso l'inospitale Caatinga, permise l'esplorazione - anche dal punto di vista botanico - di molte zone del Brasile.

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ASTRÓPHYTUM: epiteto generico composto da Lemaire combinando le due parole greche ástron = stella e phytón = pianta, cioè "pianta a stella", con riferimento alla disposizione delle costole.

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AZTEKIUM: l'epiteto fa' riferimento al nome del popolo degli Aztechi, antichi abitatori dell'America.

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BORZICACTUS (oggi è considerato sinonimo di Cleistocactus): il nome venne creato nel 1909 da Vincenzo Riccobono per ricordare Antonio Borzì, fondatore degli orti botanici di Palermo e Messina.

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BROWNINGIA: il nome, istituito da Britton & Rose nel 1920, ricorda l'allora direttore dell'Instituto Inglés di Santiago del Cile.

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CARNEGÍEA: l'epiteto, coniato da Britton & Rose, ricorda Andrew Carnegie (1835-1919), mecenate delle scienze e delle arti, che rese possibile la pubblicazione dei quattro volumi dell'opera "The Cactaceae".

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CEPHALOCEREUS: Pfeiffer coniò questo epiteto combinando la parola greca kephalé = testa con quella latina cereus = candela; il nome mette in evidenza la presenza di un cefalio presso l'estremità superiore di questa cactacea colonnare.

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Re: I nomi delle Cactaceae: perché si chiamano così?

Messaggio da leggereda Fab®izio » 22/06/2010, 22:41

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CEREUS: dal latino "di cera" e quindi, per estensione, "candela" o "torcia di cera"; epiteto attribuito da Miller (1754) a Cactaceae colonnari.

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CHAMAECEREUS (oggi viene considerato sinonimo o di Lobivia o di Echinopsis): epiteto generico coniato da Britton & Rose (1922) combinando "cereus" con l'avverbio greco chamaí = per terra, sul suolo, con riferimento al portamento strisciante della pianta.

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CLELSTOCACTUS: la parola, composta da "cactus" e dall'aggettivo greco kleistós = chiuso, serrato, fu creata da Lemaire e fa' riferimento alla forma tubolare dei fiori la cui corolla si apre pochissimo.

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COPIÁPOA: indica il nome della città cilena di Copiapó, nel cui territorio furono scoperte per la prima volta le piante che si chiamano con questo nome.

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CORYPHANTHA: questo epiteto generico, creato da Lemaire, descrive il comportamento di queste piante che producono i fiori dal vertice; la parola infatti è composta dai termini greci koryphé = vertice, sommità e ánthos = fiore.

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DISCOCACTUS: parola creata da Pfeiffer (1837) combinando la parola greca dískos = disco con cactus per descrivere la forma circolare appiattita di queste piante.

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DOLICHOTHELE (oggi il nome viene applicato a taxa infragenerici di Mammillaria): dal greco dolichós = lungo e thelé = mammella, capezzolo. Il termine venne coniato da K. Schumann nel 1891 per mettere in evidenza la lunghezza dei tubercoli che caratterizzano queste piante.

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ECHINOCACTUS: dal greco echînos = riccio, porcospino e da cactus. L'epiteto generico, creato da Link & Otto nel 1827, indica la fitta armatura di spine caratteristica di queste piante.

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ECHINOCEREUS: "cereo spinoso come un porcospino". Il termine risale a Engelmann (1841).

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ECHINOFOSSULOCACTUS (è attualmente considerato sinonimo di Stenocactus): il nome, creato da Lawrence nel 1841, è composto dalla parola greca echínos = riccio, porcospino, dalla parola latina fossula = fossetta e da cactus e descrive la costolatura di queste piante separata da solchi profondi e sottili.

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Re: I nomi delle Cactaceae: perché si chiamano così?

Messaggio da leggereda Fab®izio » 22/06/2010, 22:49

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ECHINOMASTUS (secondo alcuni è da includere in Sclerocactus) : dal greco echínos = riccio, porcospino e mastós = mammella, seno, con riferimento all'aspetto globulare e spinoso delle piante che furono così chiamate da Britton & Rose (1922).

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ECHINOPSIS: dalle parole greche echínos e ópsis = aspetto, cioè "dall'aspetto di un riccio". Il termine risale a Zuccarini (1837).

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ENCEPHALOCARPUS (da taluni ritenuto sinonimo di Pelecyphora) : sono tre i termini greci che costituiscono questo epiteto dovuto a Berger (1929) e, cioè, la preposizione en = in, il sostantivo kephalé = testa e il sostantivo karpós = frutto, vale a dire "(pianta con) i frutti nella testa", con riferimento al fatto che i frutti dell' Encephalocarpus vengono trattenuti dalla lana dell'apice.

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EPIPHYLLUM: dalla preposizione greca epí = sopra e dal termine greco phýllon = foglie, in quanto i fiori spuntano da rami che sono simili a foglie. L'epiteto risale a Haworth (1812).

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EPITHELANTHA: anche questo epiteto generico è costituito dalla combinazione di tre parole greche: epí = sopra, thelé = mammella, capezzolo e ánthos = fiore, cioè "fiore sopra il capezzolo", in quanto i fiori spuntano dall'apice dei tubercoli (più giovani).

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ESCOBARIA: l'epiteto risale a Britton & Rose (1923) e vuole ricordare i due fratelli Escobar, naturalisti Messicani.

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ESPÓSTOA: con questo epiteto Britton & Rose (1920) hanno inteso ricordare il Botanico Peruviano Nicolas Esposto da Lima.

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FEROCACTUS: dal latino ferus = feroce + cactus; Britton & Rose (1922) hanno creato questo epiteto per mettere in risalto le terribili spine di cui sono armate quasi tutte le piante di questo genere.

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FRÁILEA: anche questo epiteto, che ricorda Manuel Fraile da Salamanca (Spagna), curatore della Collezione Statale dei Cactus degli Stati Uniti d'America, è dovuto a Britton & Rose (1922).

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GYMNOCALÝCIUM: dalla parola greca ghymnós = nudo, spoglio e dalla parola latina calyx = calice; l'epiteto, creato da Pfeiffer nel 1845, si riferisce alla "nudità" (assenza, cioè, di spine, peli o setole) del ricettacolo dei fiori di queste piante.

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Re: I nomi delle Cactaceae: perché si chiamano così?

Messaggio da leggereda Fab®izio » 22/06/2010, 22:59

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HAAGEOCEREUS: con questo epiteto Backeberg ha voluto ricordare Walther Haage, pronipote del rinomato fondatore della ditta Kakteen-Haage Friedrick Adolph e autore di numerose pubblicazioni dedicate alle Cactaceae.

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HAMATOCACTUS: dal latino hamatus = piegato a uncino come un amo + cactus; il nome, creato nel 1921 da Britton & Rose, mette in evidenza la piegatura a uncino dell'estremità delle spine centrali delle piante di questo genere.

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HARRISIA: con questo nome Britton (1908) ha voluto ricordare James William Harris, sovrintendente ai giardini della Giamaica.

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HATIORA: De Candolle (1834) aveva voluto ricordare con un epiteto generico Thomas Harriot, matematico e ambasciatore vissuto nel XVI secolo e aveva creato il nome Hariota; nella loro revisione del genere, tuttavia, Britton & Rose trascrissero il nome anagrammandolo e cosi è rimasto.

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HYLOCEREUS: dalla parola greca h"le = selva, bosco, macchia + cereus, Britton & Rose (1909), quindi "cereus del bosco" con riferimento all'habitat preferito di queste piante.

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ISLAYA: Backeberg (1934) si è ispirato alla omonima località peruviana sulla costa del Pacifico presso la quale furono trovate le prime piante appartenenti a questo genere.

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LEUCHTENBERGIA: l'epiteto, creato da Hooker nel 1848, vuole onorare Eugene De Bbeauharnais, duca di Leuchtenberg e figliastro di Napoleone I, grande appassionato di piante.

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LOBIVIA: (alcuni lo considerano sinonimo di Echinopsis) è un semplice anagramma, dovuto a Britton & Rose (1922), di Bolivia, la patria della maggior parte delle piante incluse in questo genere.

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LOPHOCEREUS: (viene oggi incluso in Pachycereus) dal greco lóphos = pennacchio, cresta, ciuffo + cereus, cioè "cereo con pennacchio"; l'epiteto, creato nel 1909 da Britton & Rose, fa' riferimento alla sommità setolosa di queste piante cereiformi.
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Re: I nomi delle Cactaceae: perché si chiamano così?

Messaggio da leggereda Fab®izio » 22/06/2010, 23:06

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LOPHÓPHORA: dal greco lóphos = pennacchio, cresta, ciuffo + phórein = portare, quindi "portatrice di ciuffo" riferito alla lanosità del vertice della pianta. L'epiteto è di Coulter (1894).

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MACHAEROCEREUS: (viene oggi incluso in Stenocereus) dal greco máchaira = coltello, pugnale, daga + cereus con riferimento alla grande spina centrale a forma di daga di cui sono dotate queste piante. L'epiteto è creazione di Britton & Rose (1920).

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MAMMILLARIA: dal latino mammilla = mammella con riferimento alla forma dei tubercoli presenti sul corpo della pianta. L'epiteto risale al Botanico Haworth (1812).

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MATUCANA: è il nome di un villaggio situato a nord - est di Lima (Perù) nelle cui vicinanze vennero rinvenute le prime piante (Matucana háynei) ascritte a questo genere.

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MELOCACTUS: dal latino melo, melonis = melone + cactus, con riferimento alla forma di queste piante; l'epiteto risale a Link & Otto (1827).

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MONVÍLLEA: (da taluni viene oggi incluso in Prae cereus) il nome, creato da Britton & Rose (1920), ricorda M. De Monville, vissuto a cavallo dei secoli XVIII e XIX e possessore di una celebre collezione di più di 400 specie di cactus, molti dei quali furono descritti per la prima volta da Lemaire. La proprietà del De Monville e gran parte della sua collezione vennero distrutti da una terribile tempesta nel 1842.

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MYRTILLOCACTUS: il nome, creato nel 1897 dal prof. Michelangelo Console (Università di Palermo), collaboratore di Lemaire, si riferisce ai frutti delle piante incluse in questo genere che somigliano, anche se di dimensioni maggiori, a quelli del mirtillo nero.

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NEOBUXBAUMIA: epiteto creato da Backeberg nel 1938 per onorare il prof. Franz Buxbaum, eminente studioso Austriaco della morfologia delle Cactaceae.

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NEOCHILENIA: l'epiteto, creato da Backeberg nel 1942, si riferisce alla patria di origine di queste piante

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NOTOCACTUS: (alcuni lo considerano sinonimo di Parodia) dalla parola greca nótos = austro, sud + cactus, cioè, "cactus del sud", con riferimento all'habitat di queste piante, situato nell'America meridionale, l'epiteto venne creato da K. Schumann.
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Re: I nomi delle Cactaceae: perché si chiamano così?

Messaggio da leggereda Fab®izio » 22/06/2010, 23:15

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OBREGONIA: termine coniato nel 1925 da A. Fric per onorare l'allora presidente del Messico, Alvaro Obregon.

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OPUNTIA: il termine risale a Miller (1754) e viene posto in relazione con l'antica città di Opunte (Grecia) nel cui territorio cresceva una non meglio identificata pianta spinosa.

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OREOCEREUS: dalla parola greca óros, óreos = monte + cereus, quindi "cereo di montagna". Il termine, creato da Berger nel 1905, venne usato come epiteto generico nel 1909 da Vincenzo Riccobono, ricercatore presso l'Orto Botanico di Palermo.

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OROYA: è il nome di una città del Perù, che Britton & Rose attribuirono ad un genere di cactus che si trova sulle montagne circostanti.

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PARÓDIA: Spegazzini (1923) volle onorare con questo termine il dott. Domingo Parodi, che per primo si dedicò allo studio della flora del Paraguay.

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PELECYPHORA: Ehremberg coniò questo termine (che significa "portatrice di accetta", con riferimento alla forma dei tubercoli presenti sulla pianta) nel 1843 combinando il sostantivo greco pélekys = scure, accetta con il verbo phórein = portare.

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POLASKIA: l'epiteto, creato da Backeberg nel 1949, vuole ricordare il suo amico americano (dell'Oklahoma) Ch. Polask, famoso collezionista ed esploratore botanico.

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PYRRHOCACTUS: (oggi viene per lo più incluso in Neoporteria od Eriosyce) dall'aggettivo greco pyrrhós = del colore del fuoco + cactus, con riferimento alle tonalità gialle e rosse del colore dei fiori di queste piante. Il nome è di Berger (1929).

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REBUTIA: il nome, creato da K. Schumann nel 1896 per descrivere Rebutia minuscula, ricorda Pierre Rebut (1830-1898), dapprima vignaiuolo e poi rinomato vivaista specializzato in Cactaceae presso Chazay dAzergues (Lione, Francia).

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RHÍPSALIS: derivazione dalla parola greca rhíps, rhipós = verga, virgulto, giunco, a causa dei rami sottili e flessibili di cui sono dotate le piante appartenenti a questo genere. Il termine risale a Gartner (1788).
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Re: I nomi delle Cactaceae: perché si chiamano così?

Messaggio da leggereda Fab®izio » 22/06/2010, 23:20

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SCLEROCACTUS: dal greco sklerós = duro, secco + cactus, con riferimento al durissimo rivestimento dei semi. L'epiteto fu creato da Britton & Rose nel 1932.

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STENOCEREUS: dall'aggettivo greco stenós = stretto, angusto + cereus, con riferimento alla (relativa) sottigliezza dei fusti delle piante appartenenti a questo genere, creato da Riccobono nel 1909. Il termine, tuttavia, risale a Berger.

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STROMBOCACTUS: dal greco strómbos = trottola, fuso, pigna + cactus a causa della disposizione dei tubercoli sul corpo della pianta. Il genere venne creato da Britton & Rose nel 1922.

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THELOCACTUS: dal greco thelé = mammella, capezzolo + cactus, per la forma dei tubercoli sul corpo delle piante incluse in questo genere, creato da Britton & Rose. L'epiteto è creazione di K. Schumann (1898).

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TRICHOCEREUS: (da alcuni viene incluso in Echinopsis) dal greco thríx, trichós = pelo + cereus, a causa dei peli che rivestono il ricettacolo dei fiori e i frutti. Il genere fu creato da Riccobono nel 1909, il nome però è di Berger.
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Re: I nomi delle Cactaceae: perché si chiamano così?

Messaggio da leggereda _giogio_ » 25/06/2010, 16:16

Ciao.
Complimenti per l'articolo, molto interessante ed esaustivo. 36_17_5
Giovanni
L'altra mia passione http://www.coromontevenda.it" onclick="window.open(this.href);return false;

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Re: I nomi delle Cactaceae: perché si chiamano così?

Messaggio da leggereda laspinosetta » 25/06/2010, 17:54

complimenti anche da parte mia, che lavorono, certo è difficile ricordare tutte queste definizioni anche perchè a prima viste le coctacee sembrano tutte uguali.
Dovrò fare un bel pò di allenamento e dovrò studiare sodo per poter imparare le differenze, ma prima o poi ci riuscirò.
Vorrei suggerire, se è possibile, una differenza di massima almeno per individuare le famiglie, a me aiuterebbe tanto, grazie tnxx tnxx tnxx tnxx

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Re: I nomi delle Cactaceae: perché si chiamano così?

Messaggio da leggereda Fab®izio » 26/06/2010, 0:45

Stiamo facendo anche una cosa sulle chiavi di identificazione, ma ci vuole ancora, invece per le mammillarie ed alcuni dei generi piu' cospicui sto preparando il seguito di questo articolo...

ma non preoccupatevi, qualita' e' il nostro motto...

spinose', con un buon libro comunque riesci a inquadrarne molte, invece se frequenti me alle ville con piscina, a malapena inquadriamo bottiglia e bicchieri.... com'era quel rosso?
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