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Piante Grasse fascicolo 1, Gennaio-Marzo 2013

Piante Grasse fascicolo 1, Gennaio-Marzo 2013
  volume 33
Sommario
Il genere Euphorbia L.(terza parte) di Carlo Zanovello
Viaggio in Messico di due cactofili per caso
di A. Cicognani & A. Paganelli
Le Crassulaceae di Forte Dosso del Sommo di Marco Cristini
HORTUS - Laboratori di giardinaggio di Fonck M. Conforzi G. Mascioli C.
La semina delle piante succulente di Emilio Capacci
Fotografare: angolo di campo e formati di Alberto Manni
Esperienze di coltivazione di Mario Fasolato

Carlo Zanovello
Il genere Euphorbia L.
Parte terza
Alcune idee sulla coltivazione
                                                Le piante a corredo dell’articolo sono dell’autore
Euphorbia crassipes
  Un vecchio esemplare di Euphorbia crassipes a cui giovano, per la
sua eleganza, anche i vecchi rami oramai rinsecchiti! Foto C. Bendazzoli

Le annaffiature
Poche sono le specie succulente del genere Euphorbia a vegetazione strettamente brevidiurna e che quindi richiedono regolari annaffiature nella stagione invernale. Tra queste vi sono alcune specie sudafricane come E. crispa, E. tuberosa, E. silenifolia e alcune specie provenienti dalle Isole Canarie come E. balsamifera la quale è molto popolare tra i collezionisti per il suo aspetto che ricorda un bonsai ma che proprio per questa sua caratteristica presenta notevoli difficoltà di coltivazione nella nebbiosa Pianura Padana. Infatti sarà ben difficile conservare la forma compatta che si presenta spesso in natura e molto più probabilmente otterremo in breve un esemplare dinoccolato e antiestetico a causa dell’eziolatura dovuta alla scarsità di luce del periodo vegetativo. 
Luce invernale a parte, bisognerà bagnare queste specie anche nella cattiva stagione ma con cautela e si sospenderanno le annaffiature soltanto nei mesi più caldi. Queste piante anche quando andranno in riposo vegetativo non perderanno necessariamente tutte le foglie ma questo fatto non deve preoccupare, per la mia esperienza si tratta di cosa abbastanza normale. .....

 

Euphorbia melanohidrata1
Il ciazio di E. melanohidrata.Foto di C. Bendazzoli.
.....
E’ opinione corrente che le euforbie richiedano per svernare incolumi temperature più alte delle cactacee e questo in generale è abbastanza vero ma non dimentichiamo che le eccezioni sono molte. Alcuni amatori coltivano le loro euforbie con temperature minime di 15°C. Altri succulentofili preferiscono non coltivare euforbie, qui al nord Italia, per non essere costretti a riscaldare molto la loro serra. In realtà sono poche le specie che regolarmente patiscono o muoiono se coltivate a temperature minime di 1-2°C a patto che di giorno la temperatura possa risalire per effetto del sole. Perciò basterà alzare il riscaldamento solo quando di giorno il cielo nuvoloso o nebbioso tenderebbe a mantenere fredda la serra giorno e notte. .....

 

Alberto Cicognani & Adriana Paganelli
 Dal diario di viaggio in Mexico
di due cactofili per caso
                                                                                le foto sono degli autori
Cylindropuntia leptocaulis
 Cylindropuntia leptocaulis a Charco Blanco

 ..... In tarda mattinata ripartiamo quindi per la località di Charco Blanco, a nord di S. Luis Potosì, posto molto bello e selvaggio, pieno di sole; ci fermiamo all’inizio in un’area piuttosto verde per mangiare al sacco e, mentre mangio un panino perlustrando la zona, trovo tra l’erba rada tre cactacee piccolissime del diametro di una moneta da 20 centesimi che non riesco a determinare. Solo a casa, con le foto, il prof. Zanovello mi dirà che eravamo in presenza di Turbinicarpus knuthianus, trovato in un’area in cui non era ancora stato segnalato dagli studiosi. Più in basso, un paio di chilometri a monte della strada nazionale, ci fermiamo tra le Yucca carnerosana ad esplorare una collinetta, dove ritroviamo Cylindropuntia leptocaulis con i suoi bei frutti rossi, Agave striata, Echinocereus pectinatus, Mammillaria formosa, Thelocactus hexaedrophorus, Ferocactus pilosus dai begli aculei rossi sommitali, Ferocatus hamathacanthus, Echinocereus pentalophus ed un giovane esemplare di Astrophytum myriostigma. In cima alla collina, dove purtroppo Adriana non mi ha raggiunto, ho potuto vedere di fronte a me un’esemplare colossale di Echinocactus platyacanthus di oltre 2 m di altezza e 80 cm di diametro, probabilmente vecchio di almeno 150 anni! Lasciato Charco Blanco, a pochi chilometri ci fermiamo lungo la strada nella zona di El Huizache, località famosa per la ricchezza di esemplari di “Peyote”, Lophophora williamsii, che puntualmente ritroviamo in grande quantità assieme a bellissimi Echinocactus horizonthalonius del diametro di 10cm, .....

Echinocactus horizonthalonius
Echinocactus horizonthalonius a El Huizache

Neoubuxbaumia tetetzo_crestata

 Neoubuxbaumia tetetzo crestata a Zapotitlan

  

Marco Cristini

Le Crassulaceae di Forte Dosso del Sommo

                                                                                  le foto sono dell’autore

..... Già sulla strada che conduce alla fortezza, infatti, è possibile ammirare magnifici esemplari della flora alpina. Per ragioni di spazio e di interesse personale mi concentrerò particolarmente sulla famiglia delle Crassulaceae, ben rappresentata in tutto l’altipiano di Folgaria e presente con molte specie nelle vicinanze del forte. Intorno ad esso si possono notare numerosi crateri, causati dall’artiglieria italiana, che sono stati riempiti da esemplari di Sedum acre Linné. Se si ha la fortuna di visitare il forte in concomitanza con la fioritura di questa succulenta l’esperienza è indimenticabile: decine di crateri appaiono coperti di fiori gialli, specialmente sul fondo. .....

Sedum acre

Particolare dei giochi di luce su alcuni esemplari di Sedum acre