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Piante Grasse Fascicolo 2- Aprile/Giugno 2007 - Volume 27


Pelargonium crithmifolium

Pelargonium crithmifolium

Sommario
Giancarlo Sleiter - Editoriale pag. 45
M. Afferni - G. Tavormina - Crassule autoctone italiane pag. 46
Ivana Richter - Agavi negli USA pag. 53
A. Trevisan - M. Miglioli - Mammillarie messicane nello Stato di Tamaulipas (Mwssico) pag. 60
G Bedini - C. Biondi - Pollini di piante succulente nei mieli di origine italiana pag. 70
Elio D'Arcangeli - Resistenza al freddo di alcuni cactus. Parte I pag. 70

Rubriche
D. Donati - C. Zanovello: La spina nel fianco pag. 72
G. Sleiter Letto per voi pag. 76
Notizie e collaborazioni pag. 80
Battista - Recensione: Hawothia Update pag. 82
E. D’Arcangeli: L’angolo del neofita pag. 85
Schede (al centro staccabili)
G. Sleiter: Larryleachia cactiformis - Corynopuntia schottii

 

Agavi negli USA

Ivana Rchter
Molti appassionati di succulente si aspettano molto dalle «agavi rustiche degli Stati Uniti»: nei loro sogni Agave utahensis ed A. parryi si dovrebbero comportare d’inverno come semprevivi nelle nostre umide aiuole. Questo non è generalmente possibile; tuttavia, molte agavi si possono tenere piantate in piena terra purché al riparo di una serra fredda che le ripari dalle eccessive piogge invernali. Grazie alla lunghezza delle loro radici esse sono, infatti, in grado di usufruire dell’umidità presente negli strati più profondi del terreno dove non gela. Le stesse agavi, piantate in vaso e tenute nelle stesse condizioni, sicuramente soccomberebbero al gelo invernale . La visione di agavi innevate ha sicuramente un sapore romantico; tuttavia, se fra la neve e la pianta è interposto un telo di plastica, la probabilità per l’agave di sopravvivere aumenta di molto. Inoltre, se la neve è tanta e permane a lungo, è sicuramente meglio, in quanto l’alternanza gelo-disgelo danneggia certamente le piante, specialmente quelle originarie di zone a clima continentale dove i periodi di gelo sono lunghi ed ininterrotti. Nelle zone italiane a clima mediterraneo è sicuramente possibile mantenere in piena terra molte più specie di agavi che non in Baviera e le possibilità di sperimentazione sono di gran lunga maggiori. Fra le agavi considero le più rustiche (–20 °C, svernamento in condizioni di aridità) l’Agave utahensis ssp. utahensis, l’A. utahensis ssp. kaibabensis e le forme più settentrionali di A. parryi. Presso Stoccarda (minima (–16 °C) sono sopravvissuti esemplari di 10-20 cm di A. havardiana originari dei Monti Chisos (Brewster Co., TX) piantati in piena terra sotto la sporgenza del tetto a ridosso della parete della casa esposta a sud e saltuariamente ricoperti di neve (D. MILLER). Presso Hasloch/Main R. MATTERN [Kakt. and. Sukk. 48 (10): 232 (1997)] ottenne buoni risultati con quasi tutte le agavi dell’Arizona in condizioni simili. Non bisogna, tuttavia, attendersi che tutte le specie di montagna originarie del sud-ovest degli Stati Uniti mostrino da noi, dove l’umidità relativa dell’aria è pari all’80-90%, la stessa resistenza al freddo che mostrano in patria, dove l’umidità relativa dell’aria è pari al 30% circa. Ciononostante, a differenza delle agavi tropicali che vanno ricoverate molto prima che comincino a verificarsi le gelate, le attraenti specie dell’Arizona sono in grado di rallegrare fino ad autunno inoltrato (se sistemate in luogo protetto), quale “verde mobile”, l’esterno delle nostre case. Negli Stati Uniti si trovano più di 20 specie di agavi, alcune articolate a loro volta in categorie infraspecifiche, che – secondo H. S. GENTRY (1982) – appartengono a 10 gruppi diversi. Il centro di diffusione della maggior parte di esse si trova in Messico e gli Stati Uniti costituiscono, se così si può dire, la periferia del loro areale di distribuzione (per es., A. lechuguilla Torrey o A. shawii ssp. shawii Engelmann), mentre per altre l’areale di distribuzione è situato a cavallo della linea di confine (per es., gli endemismi dei monti del deserto di Sonora che si ritrovano anche nel deserto dell’Arizona, fra cui A. parviflora ssp. parviflora Torrey, A. murpheyi F. Gibson, A. pàlmeri Engelmann, A. parryi Engelmann var. huachucensis Little ex Benson oppure le agavi che crescono nel deserto di Chihuahua di qua e di là del confine, come A. ×glomeruliflora (Engelmann) A. Berger pro specie, A. schottii var. schottii Engelmann, A. havardiana Trelease, ecc.) Non mancano, tuttavia, agavi che sono esclusive degli Stati Uniti: delle 12 conosciute, 8 hanno il rango di specie e 4 ranghi infraspecifici, 7 si trovano nel sud-ovest degli Stati Uniti (Arizona, Utah e zone adiacenti del Nevada e della California) e 1 (Agave decìpiens Baker, Gruppo Rigidae) è endemica della costa meridionale e sud-occidentale della Florida. Agave utahensis Engelmann (Gruppo Urceolatae) è articolata in due varietà e due sottospecie, che qui vengono elencate a partire dal taxon più settentrionale: Agave utahensis var. eborispina (Hester) Breitung (Monti del Nevada, a 1100-2000 m di quota e lungo il confine con la California sulla Nopah Range fino ai Monti Charleston, stessa quota; mucrone terminale bianco lungo 10-20 cm). Avvezza ad un clima desertico non è del tutto rustica. Agave utahensis var. nevadensis Engelmann ex Greenman & Roush [si trova nella punta meridionale del Nevada, sul Monte Potosi nella Clark Co. ed in California sui Monti Ivanpah, alle quote più alte del deserto di Mojave (1240-1850 m s.l.m.). Attorno a Pahrump, NV, si trovano forme di transizione verso A. utahensis var. eborispina]. Agave utahensis ssp. utahensis si trova sull’altopiano dell’Arizona sia a destra sia a sinistra del Fiume Colorado, nel North Rim, nello Havasu Canyon, fra Kingman ed Ash Fork. Di Peach Springs è stato descritto il suo sinonimo A. utahensis var. discreta M. E. Jones. Presso St. George penetra nell’angolo sud-occidentale dello Utah. Si trova a quote comprese fra 600 e 1450 m s.l.m. Agave utahensis ssp. kaibabensis (McKelvey) Gentry. Sono piante di taglia maggiore (fino a 60 cm) che crescono lungo il corso del Fiume Colorado e Little Colorado, sull’altopiano Kaibab, nella parte interna più vicina al Grand Canyon dell’areale occupato dalla ssp. utahensis. Agave toumeyana Trelease si trova con due sottospecie solo in Arizona: Agave toumeyana ssp. toumeyana (Contee di Pinal e Maricopa, fra 600 e 1400 m di quota) e Agave toumeyana ssp. bella (Breitung) Gentry (Sierra Ancha, Gila Co., fra 1250 e 1560 m di quota). Entrambe le sottospecie crescono su montagne isolate dell’Arizona centrale, nel “chaparral” su rocce e su pendii nudi ed esposti. Non sono note forme di transizione. Negli anni Ottanta del secolo scorso 10 agavi più rare sono state giudicate meritevoli di diversi gradi di protezione dallo US Fish & Wildlife Service, fra cui 8 endemismi degli Stati Uniti [tutte le A. utahensis, A. mckelveyana Gentry del nord-ovest dell’Arizona, A. ×arizonica Gentry & J. H Weber pro specie, A. schottii Engelmann var. treleasei (Toumey) Kearney & Peebles (endemica nella Pima Co., AZ), Agave toumeyana ssp. bella] e 2 endemismi locali localizzati al di qua e al di là del confine con il Messico (A. parviflora ssp. parviflora, originaria dei rilievi aridi che corrono lungo il confine sud-orientale dell’Arizona con lo stato di Sonora e A. ×glomeruliflora, originaria del Big Bend (TX) e delle zone vicine. Nel 1984 si poté stabilire che quasi tutte le popolazioni naturali delle agavi sopra elencate o sono sufficientemente protette nell’ambito dei parchi nazionali esistenti oppure che la loro presenza non è limitata al locus typicus. Di conseguenza l’unica agave rimasta nell’elenco delle “Federally Endangered Species” è A. ×arizonica, un interessantissimo ibrido naturale fra Agave toumeyana ssp. bella ed A. chrysantha Peebles, cioè fra una specie appartenente al sottogenere Littaea (la prima, con infiorescenza a spiga) ed una specie appartenente al sottogenere Agave (la seconda, con infiorescenza a pannocchia), del quale si conoscono solo 16 piccolissime popolazioni per un totale di una sessantina di individui al massimo. È interessante notare che, delle 7 specie di agavi “a rischio” negli USA sud-occidentali, sei appartengono al sottogenere Littaea, cioè a quello geneticamente e geologicamente più antico. Inoltre, l’areale disgiunto del gruppo di A. utahensis fa’ sì che dei due sottogeneri di Agave sia Littaea quello che si spinge più a settentrione. Le agavi endemiche dei rilievi dell’Arizona potrebbero perciò essere considerate dei relitti di ere precedenti così come lo è lo spesso simpatrico “chaparral” dell’Arizona, che è una fitocenosi di cespugli xerofili che si trova a quote inferiori rispetto a quelle dei boschi di ginepri e querce che occupano la fascia più umida della montagna. Il chaparral dell’Arizona è costituito oggi da un numero di specie inferiore a quello del chaparral costiero della California, dal quale è separato oggi dal deserto di Sonora; nel Pleistocene, tuttavia, quando il deserto di Sonora non c’era, fra i due chaparral non c’era soluzione di continuità. Le agavi si sono evolute successivamente in modo parallelo ma separatamente sulle montagne che erano diventate come delle isole (“sky islands” = isole del cielo) nel mare bollente del deserto. Una prova di ciò sono, ad esempio, i taxa infraspecifici fra loro analoghi delle specie del Gruppo Parviflorae: A. schottii con la var. schottii e la var. treleasei, A. parviflora con la ssp. flexiflora Gentry esclusiva del Messico in Sonora, presso la Barranca del Cobre ed A. toumeyana con la ssp. bella. È anche interessante notare che i singoli gruppi, soprattutto nel sottogenere Agave, che si estende maggiormente in direzione nord-sud che est-ovest, sono distribuiti in fasce diverse e ciò in conseguenza degli spostamenti a lungo termine delle comunità vegetali fra una glaciazione e l’altra. Questo risulta particolarmente evidente nel caso del Gruppo Desertìcolae i cui componenti crescono lungo la penisola della Bassa California (Baja California). Quali rappresentanti settentrionali, di lì penetrano, vivificandoli, nel caldo territorio desertico di bassa quota della California meridionale (Anza Borrego) A. deserti ssp. deserti Gentry ed in quelli analoghi della California (S. Bernardino Co., Mojave), Arizona (per es., sui Monti Ajo) e Sonora A. deserti ssp. simplex Gentry. La rappresentante più settentrionale delle Deserticolae, A. mckelveyana, originaria delle contee di Yavapai e Mojave (AZ) è già rustica. Sui Monti Black e Hualapai cresce, con esemplari sparsi, nel chaparral e nei boschi di ginepro a quote comprese fra 900 e 1200 m. Analogamente penetra negli Stati Uniti (molto vicino al confine, però, sulla costa del Pacifico presso San Diego) il Gruppo Umbelliflorae con il suo rappresentante A. shawii ssp. shawii, che non è assolutamente rustica. Il Gruppo Ditèpalae si estende lungo la Sierra Madre Occidental, attraverso la parte occidentale dello stato di Sonora, dove ha molti rappresentanti, fino all’Arizona con A. pàlmeri, A. murpheyi e la più settentrionale di tutte, presente solo nell’Arizona centrale, attorno a Superior, A. chrysantha Peebles, che cresce fra 900 e 1800 m di quota sui Monti Santa Catalina, Pinal, New River, Bradshaw e sulla Sierra Ancha. Più in là, verso est, le robuste agavi del Gruppo Ditèpalae vengono sostituite da un’altra fascia di agavi, quelle appartenenti al Gruppo Parryanae. Di queste, nell’Arizona centrale, cresce solo A. parryi var. couesii (Engelmann ex Trelease) Kearney & Peebles e nell’Arizona sud-orientale solo A. parryi var. huachucensis. A. parryi var. parryi si trova a partire dei Monti Mogollon situati presso il confine fra Arizona e Nuovo Messico per più di 800 km in linea d’aria fino ad attraversare gli stati di Chihuahua e Durango (dove si trova la piccola e bella forma di A. parryi var. parryi nota come A. patonii ed A. parryi var. truncata Gentry, quest’ultima al confine fra gli stati di Durango e Zacatecas) ed arrivare a quello di Guanajuato. Al suo immenso areale sono annessi, in successione, quello di A. neomexicana Wooton & Standley (presente solo nel Nuovo Messico e probabilmente anche in Texas e Coahuila, vicino al confine), di A. ×gracìlipes Trelease pro specie e della più meridionale A. havardiana (Texas, Chihuahua, Coahuila). Salvo le ultime Parryanae statunitensi menzionate (A. ×gracìlipes dei Monti Guadelupe, NM, presente anche nel confinante Texas e in Chihuahua e A. havardiana) quelle menzionate sono tutte definibili come piante di montagna e quindi dotate di resistenza al freddo. L’agave che cresce nel territorio compreso fra i Monti Guadelupe, il Big Bend texano e la vicina Sierra del Carmen, A. ×glomeruliflora, è anch’essa un ibrido fra A. lechuguilla (sottogenere Littaea) e A. neomexicana e/o A. havardiana (sottogenere Agave). L’areale della conosciutissima A. lechuguilla si estende dagli stati di Coahuila e Chihuahua fino al Texas (Contee di Hudspeth, Brewster e Pecos) ed al Nuovo Messico (solo attorno ad El Paso). Le altre agavi, essenzialmente messicane, che si trovano anche negli Stati Uniti, sono limitate ad una stretta zona di confine nel Texas meridionale bagnata dal Rio Grande. Sono state documentate al limite del loro areale di distribuzione: Agave lophantha Schiede (Marginatae, Contee Starr e Zapata); A. americana L. ssp. protoamericana Gentry (attorno a Rio Grande City), A. americana ssp. americana (Laredo, San Antonio) ed A. scabra Ortega (Gruppo Americanae, Laredo, Zapata). Del Gruppo Sisalanae si trova in Texas A. wéberi Cels ex Poisson, nella parte più meridionale del Texas ed in Florida A. desmetiana Jacobi e solo in Florida A. neglecta Small. Queste ultime sono ovviamente tutt’altro che rustiche. In Arizona, fra Tucson e Nogales, nella prateria a mesquite è stata anche raccolta A. americana var. expansa (Jacobi) Gentry; è probabile che non sia autoctona ma naturalizzata.