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Piante Grasse fascicolo 2, Aprile-Giugno 2014 - volume 34

copertina 2 2014
                        Sommario

- Le spinose ribelli ...  di Adolfo Appierto
  
- Una visita a Rapicactus mandragora
    di Aldo Delladdio
  
- Aizoacee arboree e bonsai naturali
    di Lorenzo Stocco
 
- I Sempervivum della Val Varaita di Emilio Capacci
 
- Pachypodium namaquanum di Paolo Sestito
 
- Esperienze di coltivazione
  Le avversità delle piante succulente
   di Emilio Capacci

 

Adolfo Appierto
Le spinose ribelli ...
                                                                                                                                  Foto e piante dell’autore
Astrophytum myriostigma onzuka
Astrophytum myriostigma “Onzuka” forma mostruosa

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Le piante normalmente devono il loro aspetto e forma alla millenaria opera di Madre
Natura che ne ha modellato le strutture attraverso l’evoluzione. Ciò ha permesso
loro, mediante l’ereditarietà dei caratteri più idonei alla sopravvivenza, di adattarsi
all’ambiente e alle variabilità climatiche. Non sempre però questa dinamica, di per sé
perfetta, riesce a soddisfare l’occhio dell’amatore. Spesso si vorrebbe poter cogliere
una gioiosa casualità oltre l’evidente analogia dei particolari estetici presenti in ogni
specie. Tale gusto per l’originalità è invece percepibile nel mondo delle piante crestate,
autentiche testimonianze di eventi non replicabili, senza possibile storia o certezze.
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Echinopsis denudatum cv Gappi
Echinopsis denudatum cv. Gappi
 
 
Aldo Delladdio
Una visita a Rapicactus mandragora
Rapicactus mandragora Sierra de Parras
                                                         foto A. Delladdio
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Ad un certo punto non era più possibile proseguire in macchina, per cui abbiamo
preso l’acqua ed abbiamo continuato a piedi.
Anche questa volta abbiamo dovuto salire e scendere diverse colline, ma molte
meno di quelle che avevo fatto io nel 2010. Tuttavia, anche in questo caso,
abbiamo preferito ignorare le piante che incontravamo lungo il percorso,
che questa volta erano pure in fiore, perché non era il caso di attardarsi e rischiare
di dover riattraversare la laguna di notte. Tanto le avremmo riviste al ritorno.
Ad un certo punto il mio amico ha lanciato un’esclamazione: le piante erano
su tutta la collina in fronte a noi, visibili anche a decine di metri di distanza.
Siamo scesi e risaliti dall’altra parte d’un fiato, e poi è iniziato il frenetico
scatto di foto. Chissà perché non appena si fotografa una bella pianta, subito
dopo se ne trova una ancora più bella.
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Coryphantha macromeris laguna de Viesca 
 Coryphantha macromeris - Laguna de Viesca. Foto A. Delladdio
 
 Emilio Capacci
I Sempervivum della Val Varaita
Sempervivum montanum
Sempevivum montanum nei pressi di Chianale. Foto di Emilio Capacci
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Scendendo dal Colle dell’Agnello ho trovato i primi cespi di
Sempervivum tectorum ben turgidi e di un bel verde scuro complice
l’abbondante umidità e l’acqua che gorgogliando scendeva
abbondante per ogni rivolo. Nei pressi ho trovato anche
grossi ciuffi di Sedum album. Più a valle, nei pressi di Chianale,
ho trovato, oltre al S. tectorum anche diverse colonie di Sempervivum
aracnoideum e di S. montanum.
Nel laterale vallone di Bellino in prossimità della frazione
S. Anna nel vasto pianoro del Melezè, ad una
altitudine di 1812 m, il S. aracnoideum dà il massimo
della sua spettacolarità,
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Trichodiadema intonsum
Trichodiadema intonsum. Pianta e foto di Lorenzo Stocco