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Piante Grasse fascicolo 3, Luglio - Settembre 2015 - volume 35

 

copertina 3 2015

Leuchtembergia principis
Collezione Maria Luigia Pinton

                          Sommario
- Editoriale
- La corretta pronuncia latina
  dei nomi delle piante
  La Redazione
- Storia di una pianta veramente resistente
   di Emilio Capacci
- Il giardino roccioso
  di Alessandro Golinelli
- Nascita di un amore
  di Alessandra Menichetti
- Talee di Aizoaceae
  di Lorenzo Stocco
- Lo strano comportamento di una Fenestraria
  di Mario Burzio
- Le avversità delle piante succulente
  Il ragnetto rosso
  di Emilio Capacci

 

 Euphorbia gymnocalycioides
Euphorbia gymnocalycioides collezione e foto di  Alberto Manni 

 

 Emilio Capacci
Storia di una pianta veramente resistente
                                                                                                                                       Pianta e foto dell’autore

 

Alcuni anni or sono il Comune di Riccione c’invitò ad organizzare una mostra di piante grasse all’Arboreto Cicchetti, parco a sud della ferrovia nei pressi della centrale via Ceccarini. Il parco fu creato nel 1909 dalla famiglia Cicchetti che vanta quattro generazioni di giardinieri paesaggisti che lo usò come azienda florovivaistica fino al 1990, anno in cui fu venduto al Comune. Il comune poi lo diede in gestione ad una cooperativa sociale che dopo pochi anni fallì e abbandonò il sito. Allestimmo la mostra in una grande serra di vetro chiusa da cinque anni e piena di immondizia, nel pulirla trovai sotto uno scaffale fatiscente un piccolo cactus che subito pensai si trattasse di un Trichocereus huascha. Mi stupii che fosse ancora vivo dopo essere stato per cinque anni in un forno d’estate e in un frigorifero d’inverno, tale era quella serra abbandonata e chiusa da un lucchetto completamente ricoperto di ruggine. Mi dissi che se aveva resistito per tanto tempo aveva diritto ad un premio e lo portai con me. Anno dopo anno l’ho visto crescere senza però darmi la soddisfazione di vedere un suo fiore; finalmente nell’estate del 2014 mi ha deliziato di due grossi fiori gialli, come speravo che fossero perché più rari. Alla fine il suo coraggio e la sua resistenza hanno trionfato.

Trichocereus huasca

La forma ad imbuto del fiore 

 

 Alessandra Menichetti
NASCITA DI UN AMORE
                                                                               Foto e piante dell’autrice
Pseudopectinaria malum

Pseudopectinaria malum

L’interesse per questo strano mondo è iniziato grazie a mia mamma, che, pur avendo una passione sconsiderata per le piante d’appartamento, tiene qualche “pianta grassa”. La prima che mi ha colpito è stata un Echinopsis, con dei meravigliosi fiori rosa, naturalmente ne scoprirò in seguito il nome

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Arriva chiaramente la terza fase: la coltivazione. Leggo e mi informo: temperature, terriccio, esposizione, per me sono tesori preziosi e perderli mi sarebbe dispiaciuto molto. Temono il freddo in inverno, facilmente sono sottoposte a marciume radicale e del colletto, prendono la cocciniglia un giorno si e l’altro pure... mi abbatto un po’, sono sincera, rispetto alle altre succulente o cactacee che possiedo, mi sembrano difficili da coltivare. Spengo il PC, chiudo i libri e mi lascio guidare dalla vista: le osservo ogni giorno, tasto il terriccio (che vogliono all’ 80% fatto di inerti), le lascio con una esposizione che permette loro di avere in estate il sole del mattino presto e del tardo pomeriggio.

Huernia andreaeana 

Huernia andreaeana 

 

Lorenzo Stocco
Talee di aizoaceae
talea di Faucaria

talea di Faucaria - dopo qualche giorno, le prime radici

Il metodo che uso più frequentemente per fare talee delle mie piante, sia per farne regali sia per salvare piante da sicura morte a causa della perdita di radici o marciumi, è la radicazione in torba acida o sfagno vivo.
La torba bionda di sfagno che uso ha un grado di acidità che può risultare anche meno di un ph 4.
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Un’altra cosa che trovo importante è di non lasciare asciugare la cicatrice formatasi col taglio ma di porre immediatamente le talee sulla torba; mantenere poi la torba umida con aggiunte di acqua ogni tanto e anche nebulizzando in modo da mantenere fresche anche le talee. Il tutto non dovrà essere messo sotto il sole cocente ma tenuto ombreggiato per evitare che il sole secchi il composto troppo in fretta. A parte la talea “al volo” che si fa per esigenza e quindi non siamo noi a sceglierne il periodo, la talea “pensata” va fatta essenzialmente nel periodo di maggior vigore della pianta (in questo periodo i marciumi sono ancora meno probabili).

Fenestraria rhopalophylla in vegetazione 

 Fenestraria rhopalophylla in vegetazione - pianta e foto di Mario Burzio