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COME È NATA L'A.I.A.S.

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COME È NATA L'A.I.A.S.
Autore Gianfranco Rovida
tratto da un articolo della rivista, fascicolo 1 - Gennaio-Marzo 1989 Anno IX - Volume 9
Nota bene: è evidente che le date e i nomi citati come direzione AIAS fanno riferimento all'anno dell'uscita dell'articolo il 1989

La nostra associazione ha già raggiunto un bel traguardo: dieci anni di vita! Credo di poter dire che ormai essa si è affermata e stabilizzata, anche se la sua rapida crescita richiede tuttora un continuo adeguamento delle strutture organizzative, sia a livello nazionale, sia a livello locale. Questa crescita rapida ha suscitato una certa meraviglia nelle altre nazioni, dove esistono associazioni che hanno molti più anni della nostra.

 Devo dire che ha meravigliato anche chi, come me, ne ha vissuto i primi passi.Penso che possa interessare i nostri soci, la maggioranza dei quali si sono inscritti quando ormai l'A.LA.S. era già formata, sapere come è nata la nostra associazione. Mi sono messo a riguardare le vecchie lettere e gli scritti di quegli anni ed ecco più o meno come sono andate le cose.Quando, all'inizio degli anni settanta, cominciai a cercare altri appassionati di piante grasse per scambiare piante e informazioni, trovai non poche difficoltà: i commercianti che potevano offrire specie di un certo interesse per il collezionista erano pochissimi e non erano in grado di fornirmi nomi e indirizzi di altri amatori; i nomi delle poche specie in vendita erano approssimativi e poco attendibili, se non addirittura ignoti.

 Mi iscrissi allora ad alcune associazioni straniere che pubblicavano riviste specializzate; potei così apprendere dove acquistare libri e piante rare e mi resi conto che in altri paesi i collezionisti avevano a disposizione strutture organizzative che permettevano loro di tenersi aggiornati e di identificare le loro piante e di venire in contatto con altri appassionati. Nel 1976 ebbi dall'associazione inglese l'indirizzo di altri due italiani, come me abbonati alla rivista inglese: uno era GIUSEPPE RICIFARI di Catania e l'altro PASQUALE Ruocco di Castellamare di Stabia. Scrissi ad ambedue e ricevetti risposta da GIUSEPPE PASQUALE, che inseguito fu tra i primi ad aderire all'A.LA.S. ed ora, oltre ad essere Segretario Regionale della Campania, cura la diateca della nostra associazione, non ricevette la mia lettera, con il quale iniziai uno scambio di piante e di semi. Anche egli si meravigliava che in Italia, nonostante il clima favorevole, non si trovasse un numero sufficiente di appassionati per formare un'associazione. Poco dopo ebbi da un collezionista di Lithops di Johahnesburg, l'indirizzo di CESARE GASPERINI, anch'egli di Catania, il quale era membro dell'I.O.S. (l'Organizzazione Internazionale per lo Studio delle Succulente) ed era noto in ambiente internazionale come esperto di Mesembryanthemaceae; misi in contatto RICIFARI con GASPERINI ed entrambi cominciarono a darsi da fare per entrare in contatto con altri appassionati in Sicilia.

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Un po' alla volta, a Firenze ebbi modo di conoscere altri collezionisti. Il più esperto fra noi era ANTONIO PANEBIANCO; divenimmo subito amici e cominciammo a vagheggiare la possibilità di formare un club di amatori di piante grasse. Nel frattempo eravamo anche entrati in contatto con alcuni collezionisti bolognesi che gravitavano intorno alla prestigiosa collezione di piante grasse messa su dal Professor GIUSEPPE LODI all'Orto Botanico di Bologna. Nel 1978 venne costituito un "Gruppo Amatori di Piante Grasse di Firenze"; eravamo allora una ventina (tutti i componenti di quel gruppo sono ancora oggi soci attivi ed impegnati dell'A.I.A.S.).

ANTONIO inviò una nota ad un settimanale chiedendo a chi era interessato di mettersi in contatto con lui. Il risultato fu incoraggiante, tanto che decidemmo di inviare un formulario in cui si chiedeva il parere sulla fondazione di un'associazione nazionale e sulla sua struttura e anche se c'era qualcuno disposto ad assumere iniziative per nucleare delle sezioni locali. In un primo tempo avevamo pensato di chiamare l'associazione A.I.A.P.G. (Associazione Italiana Amatori delle Piante Grasse).

Scrissi a ricifari ed a gasperjni per metterli al corrente della iniziativa ed essi aderirono con entusiasmo. gasperini mi disse che a Catania, molti anni prima, avevano già tentato di fondare, senza successo, un'associazione. Egli però non era d'accordo sulla sigla da noi scelta; mi fece giustamente notare, che da un punto di vista botanico il nome più appropriato per le piante grasse era "succulente" e propose la sigla A.I.A.S., che era anche meglio pronunziabile e che fu poi unanimamente accettata.

Incoraggiati dalle risposte pervenute da tutt'Italia, decidemmo di passare all'azione. Alla fine del 1978 mandammo a tutti coloro che avevano risposto (molti ci avevano segnalato altri amici appassionati) una lettera in cui annunziavamo la costituzione dell'A.I.A.S., con l'impegno di iniziare le attività a partire dai primi mesi del 1979. Tra le prime iniziative proposte c'era una gita collettiva (che fu poi fatta il 2 Giugno) a Montecarlo, un censimento delle collezioni private e l'impegno di mandare a tutti una lista dei soci per permettere i reciproci contatti. La quota di iscrizione fu fissata in lire 4.000. antonio si accollò il gravoso compito della segreteria, aiutato da alcuni volenterosi fiorentini (tra cui roberto mangani, che è stato anche il primo segretario della Toscana). Il primo congresso venne tenuto a Firenze il 22 Settembre 1979; nella sua prima relazione, Antonio annunzio che avevano aderito 180 soci! Di questi, più della metà erano presenti al primo congresso.Fu approvato lo Statuto e furono tenute le prime elezioni: gasperini Presidente, Rovida Vicepresidente, Panebianco Segretario, Capizzi tesoriere. Fu annunziata la formazione delle prime sezioni locali. In un elenco del Maggio 1980 le sezioni attivate ed i relativi segretari erano: Piemonte-Valle d'Aosta (S. nava-corsi), Lombardia (A. testori), Triveneto (L. BATTAIA), Liguria (A. BIANCHERI), Emilia-Romagna (G. BUGAMELLI), Toscana (R. MANGANI), Abruzzo-Molise (T. ANGELOZZI), Lazio (G. PAUSANO), Campania (R. ANNIVALLO), Sardegna (A. VALENTE), Sicilia (M. MAROTA).

Il secondo congresso A.I.A.S. fu tenuto a Bologna il 28 Giugno 1980, presso l'Orto Botanico. I soci attivi erano allora 299. Negli anni successivi, i congressi sono stati tenuti nelle seguenti sedi: 1981 Ventimi-glia, 1982Bordighera, 1983 Portici-Napoli, 1984 Bologna, 1985 Roma, 1986 Bordighe-ra, 1987 Roma, 1988 Bergamo.

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Sin dall'inizio era emersa la necessità di arrivare a pubblicare una rivista o un bollettino che permettesse ai soci di tenersi informati sia sulla vita dell'Associazione, sia sulla coltivazione e classificazione delle amate piante. Il numero zero del "Bollettino A.I.A.S." comparve nel 1980; la raccolta del materiale e l'intestazione furono curate dal socio G. DE PASQUALE (suo è anche il disegno del nostro attuale simbolo con YAstrophytum asterias. Mi risulta che attualmente l'amico DE PASQUALE vive felicemente nelle Isole Canarie dedicandosi alla coltivazione di piante grasse su scala commerciale). Il fascicolo, che fu pubblicato a Firenze in 300 copie in offset, conteneva il primo messaggio del Presidente GASPERINI ed articoli di PANEBIANCO, METTA, MANGANI, ROVIDA, BATTALA e ZANOVELLO. Il Bollettino prosegì con il numero uno nel 1981. In quell'anno, durante la terza assemblea dell'A.I.A.S. di Ventimiglia, fu discussa la possibilità di passare alla pubblicazione regolare di una rivista. Grazie alla buona volontà e allo spirito di sacrificio dei soci LUCIANO BATTAIA e CARLO ZANOVELLO nacque così, con il numero unico del 1981, la rivista "Piante Grasse" che ha contribuito in modo determinante, insieme alla instancabile attività di ANTONIO PANEBIANCO e all'opera promozionale e organizzativa delle sezioni locali più attive, alla rapida crescita della nostra associazione.

Gli anni sono passati velocemente. Guardando indietro a quel periodo che precedette la nascita dell'A.I.A.S., mi rendo conto di quanto sia avvantaggiato colui il quale si affaccia ora al nostro "hobby" e che può disporre di strutture organizzate, di informazioni e anche di piante da collezione referenziate, un tempo rare. Per tutto questo, al di là degli errori e dei difetti che sempre si possono lamentare anche nelle più lodevoli iniziative umane, nessuno può negare il ruolo determinante svolto dalla nostra associazione. Credo che questa constatazione sia la migliore ricompensa per tutti coloro che hanno contribuito fin dall'inizio al suo avvio e al suo consolidamento.

Ecco un reperto storico, gentilmente offerto dal socio Angelo Piersanti, la foto della prima pagina del primo numero del notiziario della nascente AIAS:

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