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Infiorata di Poggio Moiano, sabato 26 giugno 2010

Infiorata a Poggio Moiano

Sabato 26 giugno 2010

 

Alcuni Soci AIAS della Regione Lazio hanno partecipato a questo evento e condividono con noi la loro esperienza:

 

 

 

Daniela Santilli

Per il secondo anno l’aias ha partecipato con il suo banchetto alla festa “dell’infiorata “ a Poggio Moiano, paese della sabina in provincia di Rieti.
La festa “dell’infiorata” è una manifestazione che si tiene tutti gli anni l’ultimo fine settimana di giugno. La nostra partecipazione è in tema in quanto per tre giorni  si accalcano giovani e meno giovani a “infiorare” le vie del paese. In un tripudio di colori e di profumi tutti i partecipanti lavorano ore e ore per “costruire” dei meravigliosi quadri usando esclusivamente petali di fiori. Molto interessante la partecipazione di squadre di infioratori delle più note infiorate del nostro paese che con la loro maestria riescono a dare un tocco di qualità non indifferente. In ultimo e da non trascurare una sagra della bruschetta condita esclusivamente con olio d’oliva della sabina.

Il banchetto dell’aias, collocato ai giardini è stato visitato da molte persone che ci avevano conosciuto l’anno scorso, cosa molto interessante è che abbiamo avuto molti bambini che si sono avvicinati incuriositi soprattutto dal fatto che regalavamo loro delle piccole piantine preparate davanti ai loro occhi.
Infatti la settimana prima della manifestazione Licia mi ha donato una cassetta di talee di crassulacee con le quali abbiamo, con i vasetti messi a disposizione da me e con la terra messa a disposizione di Angelcactus, preparato tanti piccoli vasetti. L’appuntamento con loro è stato fissato per l’anno prossimo,  per verificare la crescita delle piantine dopo che,  molto attentamente hanno sentito i nostri consigli per mantenerle sane e in vita.

Vi lascio alla lettura del resoconto di Immacolata e di Alina e Claudio della giornata di sabato.
Il venerdì e la domenica il banchetto è stato presidiato solo da me e da Angelcactus.
La mia speranza è che l’anno prossimo,  molti soci vengano a vedere la manifestazione per godere
di momenti unici che solo le feste popolari sanno dare e soprattutto alternarsi al banchetto aias!!!!!

Daniela Santilli

 

 

 

Claudio Montosi - La giornata a Poggio Moiano si è svolta in questo modo:


ci siamo alzati alle ore 9,00 e siamo partiti da Roma un pò tardi, abbiamo incontrato moltissimo traffico sulla A1 per Firenze. Siamo usciti a Fiano Romano e ci siamo diretti verso il paese di Poggio Moiano, giungendo alle ore 13,00.
Giornata calda a Roma e a Poggio M. l'aria era più fresca e ventilata (altezza mt. 550 s.l.m.), bel tempo, soleggiato, giornata ideale x vedere le composizioni di fiori; le persone erano tutte a lavorare e a sistemare petali, polvere di fiori, ecc. insomma un gran movimento.
Composizioni da finire, altre già finite, foto di gruppo e tanti bambini del paese a comporre pure loro disegni con i fiori.

Al banco AIAS e zone limitrofe abbiamo trovato: Pietro Muzi e consorte, Angelo Piersanti e il suo cane di sette mesi, Immacolata e suo marito, Daniela Santilli.

Ora di pranzo: pizza rossa e bianca, prosciutto, formaggio al peperoncino, birra, gelato offerto da Angelo, caffè e limoncello. Per la cronaca Immacolata e il marito sono andati al ristorante.

Primo pomeriggio: Pietro e consorte tornano a Roma, Daniela fa un salto a casa per poi tornare allo stand più tardi.
E qui comincia la "vera avventura" dei superstiti: sentiamo dei tuoni in lontananza, qualche nuvolone all'orizzonte, nulla di più. Claudio e Alina iniziano a fare un giro sulla via principale del paese x ammirare i disegni fatti o da finire dell'Infiorata, alcuni veramente belli, interessanti anche quelli fatti dai bambini. Decidiamo di tornare allo stand AIAS, appena il tempo di entrare di corsa dentro il capannone (dove erano stati sistemati per precauzione i tavolini dell'associazione) che inizia a pioviccicare. Fosse stata solo pioggia poco male, ma dopo pochi secondi è venuto giù di tutto. Tantissima grandine, solo grandine, pallettoni di grandine, sembrava che ci sparassero................. grandine tutto attorno, sotto, sopra, ai lati, dentro, fuori, un vero macello ! ! !
Tutti dentro il tendone e non solo noi dell'AIAS .....................
Tanta di quella grandine (è durata circa 30 minuti)...........mai vista una cosa così.
E dire che l'anno scorso aveva fatto lo stesso ma con minore intensità e durata.
Insomma, alla fine il suolo era tutto impregnato di acqua e si era allagato tutto, i tombini non riuscivano più a farla defluire, una catastrofe, tutti bagnati e infreddoliti............... il DILUVIO UNIVERSALE.
Dopo la GRANDE TEMPESTA la calma e la quiete.
Cumuli di grandine, fiumi d'acqua dai tendoni e per la strada, rami rotti, teli x coprire i disegni sfondati dalla furia della natura; ma tutti e dico tutti, di nuovo all'opera x sistemare i danni.

Siamo rimasti ancora un pò, Claudio si è fatto fotografare con una palla enorme di grandine, foto di gruppo, un caffè e siamo partiti x Roma. Gli altri sono rimasti a contare .............i danni e a sistemare quello che rimaneva in piedi e asciutto.
Arrivati in città, però abbiamo scoperto che aveva fatto il nubifragio anche qua.
Tutto sommato non è stato un brutto sabato, anzi, ci siamo proprio divertiti.

A Poggio Moiano, durante l'infiorata, il sabato, mese di giugno, DEVE GRANDINARE FORTE (sono già tre anni che succede). Come dice il proverbio ? "non c'è due senza tre".
Speriamo che il prossimo anno sia bello................... però noi due abbiamo deciso di NON ANDARCI PIU'.  
Porta male Poggio Moiano............................. scherzavo………….ci torniamo, ci torniamo.
 
Ciao
Claudio e Alina

 

 

Immacolata Mazzone - Cronaca di un sabato a Poggio Moiano -

Arrivati in tarda mattinata con un po’ di fortuna troviamo un parcheggio, proprio dietro la piazzetta. Giriamo l’angolo e subito ci si parano davanti – in pole position – gli stand dell’AIAS, preparati per tempo da Daniela e Angelo per accogliere i soci dell’associazione.

Il primo incontro è con Angelo, che subito borbotta qualcosa come “ Alla buonora ! ” o giù di lì e poi torna a trafficare con i suoi ‘gioielli’ spinosi.
A pochi passi, Marisa sta litigando con alcune cassette per formare qualcosa che assomigli a un banchetto, non senza lamentare che Pietro le ha portate di misure diverse e che c’è difficoltà a incastrarle l’una a sull’altra.
Alina e Claudio, previdenti ( poi capirete ... ), si sono sistemati sotto il primo gazebo, a fianco del gruppo degli ‘infioratori’ di Alatri.
Alla spicciolata arriva Daniela e subito fa finta di ... controllare che tutto vada bene e che l’AIAS sia ben visibile con i suoi stand & soci.
Saluti, scambi di notizie e poi ... giù a parlare di piante ... “ Guarda ... Uh, quanti fiori ... ecc. ”. Vista la mal parata, un marito ‘accompagnatore’ ritiene che ci sia tutto il tempo per leggere il giornale ( anche due) su una panchina ombreggiata e invitante.

Dopo di che – verso l’una – si azzarda l’ipotesi che si potrebbe pensare anche a mangiare qualcosa: chi pensa alla trattoria già prenotata ( Immacolata ), dove spera di gustare qualche piatto locale; chi sfodera qualche panino o va in cerca di un po’ di pizza al taglio; chi – stoicamente – annuncia “ Io mangio questa sera ”.

Dopo la pausa – pranzo si comincia a vedere qualche nuvola. Ma si riattacca a chiacchierare di piante. Il marito autista (ignorante in materia) si fa un giro per il corso a guardare i quadri dell’infiorata: madonne, quadri astratti, i coralli di Torre del Greco, ... su su fino in cima, dove trafficano anche gruppetti di ragazzini. Rispetto allo scorso anno manca qualcosa: gli alunni delle scuole locali.
Al ritorno dalla passeggiata il cielo comincia a coprirsi. A uno stand di salumi e formaggi un ragazzo assicura: “I vecchi del posto hanno detto che non pioverà, perché si è coperto da questa parte e non da quella là ”. Buono a sapersi, anche se l’inesperto marito non si sente così tranquillo.

Ritornato alla base, Marisa e Pietro stanno sbaraccando. “Ve ne andate?”. “Aspettiamo da quindici giorni chi ci deve fare un lavoro a casa” dice Pietro ...  Ma qualche maligno – col senno di poi – pensa che dovevano aver visto il meteo e che si apprestavano a tagliare la corda per tempo.
Infatti, non passa mezzora e comincia a piovere. Alina e Claudio sorridono sornioni nella postazione migliore, sotto il grande tendone. Angelo e Immacolata si restringono, provvisoriamente, sotto il gazebo in legno – piuttosto sgarrupato – che devono però abbandonare presto, quando la situazione peggiora e tutti – marito compreso – si rifugiano nella postazione di Alina e Claudio (quelli che, per non sapere né leggere né scrivere, si erano premuniti ! – così insinuano i maligni).

Dal diluvio si passa alla grandine. Fuori è un parapiglia per coprire e proteggere i quadri dell’infiorata; sotto il gazebo, Claudio – con tanto di grembiulone e ‘scozzettino’ etnico – gira gridando “ E’ peggio dell’anno scorso !! ” e poi raccoglie una manciata di grandine formando una palla come se fosse di neve.

Al riparo – si fa per dire, perché anche il tendone non è poi così ermetico – ciascuno cerca di mantenersi all’asciutto mettendo i piedi sulle ‘isolette’ di ghiaia, che con l’aumentare delle intemperie diventano sempre più piccole. Il simpatico cane di Angelo, ogni tanto si grulla l’acqua da dosso e annaffia chi gli capita vicino. Lenti e inesorabili, ruscelli d’acqua invadono il rifugio, praticamente ... mandando tutti a mollo.
Con l’occasione si familiarizza con gli infioratori di Alatri, la cui ‘capessa’ avanza l’ipotesi che qualcuno deve aver fatto incazzare Giove Pluvio e prosegue con spiegazioni mitologiche di varia natura, inframmezzate da informazioni dotte sulla storia della cittadina laziale ( è una poetessa! ).

Cessata la bufera, ci si affaccia per valutare i danni: alcuni quadri dell’infiorata – quelli rimasti senza protezione – sono irrimediabilmente distrutti; altri si sono salvati e i loro autori tolgono con cautela le protezioni, rimettendosi al lavoro per aggiustarli. Le piante, imperterrite, come niente fosse stato.
Dopo tutto questo parapiglia, ricompare Daniela che era andata a casa sua per accudire la madre salvandosi da putiferio. Tutti la sfottono un po’, ma non più di tanto.

Le strade sono deserte e una ruspa del comune è al lavoro per pulire la strada. Peccato per la festa!
Immacolata conclude la giornata acquistando qualche formaggio saporito e ... qualche pianta. Il marito cerca di rintracciare chi aveva detto che non sarebbe piovuto, ma non lo trova ...
Saluti, scambi di indirizzi e informazioni, si riparte.

 

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