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Viaggio in Sicilia - Aprile 2010

Viaggio sezione Lazio in SICILIA

16/17/18/19 Aprile 2010

(Roma, Palermo, Piedimonte Etneo, Giarratana, Palermo, Roma)

 

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Venerdì 16 Aprile 2010 partenza ore 19: sette impavidi soci AIAS si incontrano a Civitavecchia all'imbarco della nave Fantastic -di nome e di fatto- delle "Grandi Navi Veloci" per poi salpare alle ore 20 per la Sicilia con arrivo alle ore 07,00 del giorno successivo al porto di Palermo. Cena libera sulla nave e cabina per quattro a poppa al settimo piano, letti ampi e confortevoli.

Nonostante gli intrattenimenti a bordo, visto la giornata che ci aspettava alle 22 eravamo tutti a nanna.

Sveglia all'alba mentre lo sbarco è solo alle 9.

Al porto di Palermo ci aspetta un'amica siciliana e facciamo una prima colazione con splendidi e appetitosi cornetti ripieni di ricotta. Il programma della giornata prevede, come prima cosa, una visita ad un appassionato vivaista a Piedimonte Etneo vicino Catania. Dopo un percorso rocambolesco di strade piene di traffico, carretti che trasportavano frutta e verdura, moto e motorini impazziti, carreggiata allagata da una perdita d'acqua imbocchiamo la Palermo-Catania.

Percorrendo l'autostrada il paesaggio che ci si presenta è stupefacente: colline verdi attraversate da ruscelli sulle cui sponde svettano alti eucalipti e prati estesi con mucche e pecore, costoni di roccia bruna, chilometri e chilometri di assoluta campagna: insomma un tipico paesaggio bucolico e scozzese tutto condito da una nebbia alta che smentisce l'idea preconcetta di una Sicilia arida e assetata; forse perché è primavera ? Una cosa ci è rimasta impressa : una immensa e lunghissima autostrada sorretta da centinaia e centinaia di pilastri "un viadotto" a lunga gittata.

Siamo in ritardo sulla tabella di marcia, ma Gaetano Moschetti ci aspetta ad un' incrocio tra viuzze dissestate alle pendici dell'Etna (che però immaginiamo solo a causa di una nebbiolina fastidiosa sembra infatti di essere alle pendici delle Ande!), per farci vedere la sua serra. Quest'ultima è uno spettacolo di Adenium vari tra cui molti ibridi, Pachypodium, Carallume e altre Asclepiadacee. Interessanti anche dei grandi e rigogliosi esemplari in piena terra. Sul prato antistante la villetta di Gaetano abbiamo dovuto cercarli in mezzo all' erba alta e ogni volta era una sorpresa esaltante, abituati noi, ad ammirarle solo in vaso.

Il tempo trascorre velocemente; è arrivata l'ora del pranzo!!! Accompagnati da Gaetano raggiungiamo a Linguaglossa un agriturismo abbarbicato alle falde dell'Etna. Sembrava di essere arrivati in un rifugio alpino; basse nuvole avvolgevano tutto ciò che vedevamo: meravigliose palme esotiche sul prato all'inglese e un pulmino giallo parcheggiato di lato che aspettava con sufficiente pigrizia l'arrivo dell'estate per andare a prendere i turisti "dda basso".

Il pranzo è stato luculliano annaffiato da ottimo vino rosso della casa.

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Alle 15 in punto partenza per Giarratana. Ci aspettano circa 70 chilometri da percorrere, infatti lasciamo la provincia di Catania per raggiungere la provincia di Ragusa famosa per il barocco Ibleo.

In realtà i 70 km si raddoppiano in una girandola di strade interrotte e segnali stradali invertiti ma alla fine arriviamo a Giarratana. Difficile trovare anche il vivaio di Giovanni Longo ! Gli interpellati, trovati sul corso principale della cittadina, a cui chiediamo indicazioni ci forniscono questa sibillina risposta " Rifornimento" ( ci hanno detto questo? Non mi ricordo esattamente se la frase è giusta). Non riusciamo a venirne a capo.

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Finalmente un ragazzo gentilissimo ci fa strada con la sua auto e vediamo da lontano le serre. Lo spettacolo che ci si presenta è particolare, le serre sono molte e veramente grandi. Distrutti dalla giornata sopra le spalle, dai chilometri macinati e dalle curve incontrate, ci rilassiamo tra distese di Grusonii, Ferocactus, Euphorbie, Caudiciformi enormi, Mammillarie, Cereus e tantissime altre piante, tutte sistemate in un affascinante caos.

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Gli esemplari sono veramente numerosi, di notevoli dimensioni ed esposti con la particolare estrosità sicula. Ci disperdiamo e ognuno di noi va alla ricerca delle proprie piante preferite.

Giovanni Longo e Salvatore Giovanni Bracchitta ci guidano in un'improbabile visita alle serre e ci presentano una testuggine che vive beata tra i Grusonii.

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Una piccola cagnolina ha trotterellato fra i nostri piedi dall'inizio alla fine della visita, molto simpatica e cordiale come il padrone.

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Si è fatto tardi, dobbiamo lasciare le serre, il sole è tramontato ma la nostra avventura continua.

Rimontiamo in macchina e raggiungiamo l'albergo che ci ospiterà per la notte. Si chiama "Il sole e la luna", lo vediamo da lontano, una piccola costruzione rosso mattone adagiata isolata su una dolce collina. Quasi un miraggio. Abbiamo bisogno tutti di una doccia.

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L'albergo è veramente grazioso e curato in ogni particolare sia fuori nel giardino che nelle camere. Scopriamo che era una vecchia stazione ferroviaria. Incredibile, in quella strada un po' dissestata ci passava una volta il treno; abbiamo saputo che è intenzione del Comune di farlo rientrare in funzione come treno turistico.

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Per la serata la proverbiale ospitalità siciliana ci ha incantato: all'appuntamento per la cena ci aspettavano amici e parenti di Giovanni per andare ad un ristorante tipico sulle rive del lago di S.Rosalia.

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La serata è stata gradevole; allietata dalla musica di due tipici "cantastorie"siciliani che con chitarra e "fischietto" hanno con le loro ballate fatto da contraltare alle molteplici portate di cibo.

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La mattina del 18 è previsto il rientro a Palermo dove abbiamo appuntamento con una guida all'Orto Botanico. La partenza dal paese, però, risulta essere difficoltosa così come per l'arrivo; questa volta perché le strade stanno per essere chiuse per un rally automobilistico. Ci fanno passare comunque, ma dobbiamo fare lo slalom tra le balle di fieno che sono state messe lungo le strade – una bella esperienza!

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Il tempo peggiora e arriviamo a Palermo e quindi all'Orto sotto una pioggia battente. Piove, piove una pioggerella insistente e molto fastidiosa, tanto che, per ripararci, acquistiamo alcuni ombrellini con il logo del giardino. Cominciamo la visita verso la vecchia Università delle Scienze (un po' di cultura non guasta mai). Ci dedichiamo poi alla visita botanica.

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Il Ficus Macrophylla che è pure il simbolo dell'Orto è veramente impressionante, così come la Dracaena Draco e la Cycas Revoluta donata dalla regina Maria Carolina nel 1793. Senza parlare del bellissimo giardino d'inverno con alcune piante veramente uniche: pianta del caffè, la papaia, la finta cannella, la mimosa sensitiva ed altre piante dei climi tropicali.

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La guida ci ha fatto osservare due alberi particolari: l'albero dei boomerang, a causa dei rami contorti, gli aborigeni costruivano i loro attrezzi per la caccia e poi l'albero del sapone (Sapindus mukorossi).

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La serra delle piante grasse ci delude un po'. Troviamo infatti esemplari che si trovano normalmente nei vivai, tenuti in maniera disordinata senza particolare attenzione alla distinzione di famiglie (anzi mischiate tra di loro). Rimaniamo sbalorditi perché tutte le piante succulente (cactus, aloe, peresckia, crassule ecc.ecc.) che ci eravamo illusi di poter ammirare in terra, grazie al clima favorevole di Palermo, facevano bella mostra in vasi di terracotta. Purtroppo, abbiamo avuto una brutta notizia: eravamo venuti apposta da Roma per vedere la collezione di Luigi Canestrelli donata dalla moglie all'Orto ma non è stato possibile perché la serra delle Euphorbie era chiusa. Per tutti noi è stata una stretta al cuore.

Visto che ci aveva presi in simpatia, abbiamo invitato la guida a pranzare con noi e lui insieme alla sua ragazza ci ha accompagnato in un locale storico di Palermo "L'antica Focacceria di San Francesco" famosa per " i panini con la milza", poco distante dall'Orto e dal Porto. Rifocillati, con arancini pizzette e pizzotte e le famose "alici alla beccafico" ci avviamo ( perennemente sotto la pioggia) per un piccolo giro turistico fino a Porta Felice con passeggiata sulle Mura delle Cattive e lungo i vicoli arabi palermitani. Siamo entrati anche nella chiesa di san Francesco superba nelle sue decorazioni arabe e, solo dall'esterno, abbiamo ammirato anche la Chiesa della Catena.

Purtroppo il tempo stringe, dobbiamo raggiungere il porto. La nave è la stessa dell'andata Fantastic ma con meno passeggeri e scolaresche a bordo e le nostre cabine stavolta sono a prua. Siamo stati molto fortunati con il mare, sempre calmo e con belle serate stellate.

Arriviamo al porto di Civitavecchia e cosa ci attende ? Un bellissimo sole caldo e un cielo terso. Ma nonostante tutto (nebbia, pioggia, panorama zero niente Euphorbie di Canestrelli), la compagnia dei SETTE è stata meravigliosa. In Sicilia siamo stati benissimo.

E' stato un viaggio intenso: pieno di profumi, di odori, di colori, di risate, di curve, di chilometri, di gustosi cibi, di rumori ...e di meravigliosi esemplari delle nostre carissime Piante Grasse.

 

 

 

Relazione di Alina Bucchi e Daniela Santilli