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Aizoaceae Conophytum bilobum (Marloth) N. E. Brown ssp. bilobum

Scheda
Famiglia

Aizoaceae

Genere

Conophytum

Specie

bilobum (Marloth) N. E. Brown ssp. bilobum

Descrizione

Questa sottospecie occupa un areale molto ampio e, di conseguenza, mostra un'elevata variabilità che si manifesta anche in popolazioni fra loro molto vicine e che ha prodotto una abnorme proliferazione di epiteti che si riferiscono, nella quasi totalità dei casi, a mere forme locali. Si tratta di piante robuste, acauli in età giovanile, provviste di un breve caule legnoso in età adulta, che formano gruppi. Il colore della tunica, che è persistente, che può essere liscia o ruvida, papiracea o coriacea e che presenta maculature brunastre irregolarmente distribuite dovute alla presenza di idioblasti (si tratta di cellule isolate o di gruppi di cellule che differiscono da quelle del tessuto circostante per struttura e funzione; dalle parole greche idios = particolare, proprio, distinto e blastós = germoglio) tanniniferi, varia dal bruno al bianco sporco. I corpi, cuneato - oblunghi e compressi lateralmente o subcilindrici misurano 10-70 x 10-30 x 10-20 mm (altezza x larghezza all'apice trasversalmente alla fessura x larghezza all'apice parallelamente alla fessura). Le estremità libere delle foglie (i lobi) misurano 3-10 mm, hanno sezione ovale o trigona e sono lievemente carenati; i margini della carena possono essere verdi, rossastri o intensamente porporini. L'epidermide può essere glabra e lucida, vellutata o anche ruvida; il suo colore può variare dal verde molto chiaro, al verde - giallastro, al glauco, al verde - brunastro e, raramente, al rosato, può essere cosparsa di punti (mai rilevati) o esserne completamente priva. La fessura, provvista di ciglia, può o meno essere divaricata; spesso presenta ai bordi una banda fenestrata che solitamente si estende lungo i fianchi e che, solo di rado, è rigonfia o pustolosa. I fiori sono i più grandi fra tutti i Conophytum, compaiono in autunno (talvolta alla fine dell'estate), sono diurni e inodori; i 24-60 petali sono disposti in 2-4 serie, possono raggiungere una lunghezza di 25 mm circa e una larghezza di 3 mm circa, il loro colore può variare dal bianco (molto raramente: C. leucanthum, dalla fioritura molto tardiva), al giallo chiaro, al giallo - oro intenso, la loro estremità è sovente rossastra; gli stami sono numerosi, disposti in 4-6 serie, lunghi da 4 a 15 mm e con filamenti verdi o giallo - bronzo ed antere giallo cupo; la lunghezza dello stilo, che è sormontato da 5-8 lobi stigmatici, è compresa fra 1 e 10 mm ed è uguale o supera quella degli stami. La capsula presenta 5-8 loculi, misura 6x6 mm, è legnosa e di color marrone cupo fino a nerastro; essa contiene moltissimi semi scuri, piccoli, da tubercolati a verrucosi. Questa sottospecie, classificata da alcuni nel sottogenere Derenbergia, da altri nel sottogenere Conophytum, nella Sezione Biloba (= Cordiformia), colonizza un territorio molto vasto che si estende da Wallekraal nel Sandveld per 250 km verso nord fino a Swartpoort vicino al Fiume Grange che, però, non viene oltrepassato. Cresce simpatricamente con membri di altre sezioni di Conophytum e si ibrida con specie appartenenti alle sezioni Minuscula, Biloba e Wettsteinia. Oltre alla sottospecie bilobum sono presentemente accettate le sottospecie altum (L. Bolus) S. A. Hammer e graciiistylum (L. Bolus) S. A. Hammer. La prima si trova a sud - ovest di Lekkersing e intorno a Steenbok, cresce su suoli quarzitici ed è in grado di sopravvivere a condizioni di aridità prolungata; la seconda è limitata alla zona di Stinkfontein, a nord - ovest di Bitterfontein, ed è il rappresentante più meridionale di tutta la sezione.

Coltivazione

È sicuramente uno dei Conophytum più facili da coltivare. La maggior parte degli esemplari comincia a uscire dalla tunica protettiva all'inizio dell'estate: è il momento di cominciare a innaffiare (senza esagerazioni!) le piante. Le innaffiature si intensificheranno al momento della formazione dei bocciuoli e così le piante fioriranno abbondantemente intorno a metà autunno per andare poi a riposo fra Gennaio e Febbraio. Il substrato, perfettamente drenato, permeabile all'aria e contenente una percentuale sufficiente di materiale sottile per permettere un buon ancoraggio delle radici, dovrà essere acido, abbastanza umifero e povero di boro. L'esposizione sarà preferibilmente a mezz'ombra e, poiché le radici amano stare al fresco, bisognerà evitare che il vaso si riscaldi eccessivamente. L'acqua delle innaffiature dovrà essere leggermente acida, povera di sali ed è meglio se essa è temperata o, addirittura, tiepida. Specialmente durante l'estate le piante gradiscono frequenti nebulizzazioni le quali dovranno raggiungere anche i corpi posti al centro del cespo. Durante il periodo di riposo, il cui inizio è segnalato dal raggrinzirsi dei corpi, le annaffiature vanno ovviamente sospese, le piante poste all'ombra a temperature non inferiori a +5 °C e nebulizzate saltuariamente. La moltiplicazione può essere realizzata mediante talee da prelevare preferibilmente dopo la conclusione della fioritura; le talee vanno piantate in una miscela di sabbia e pomice mantenuta sempre lievemente umida, poste in ombra e tenute a una temperatura attorno a 20 °C. È importante che il taglio sia effettuato alcuni millimetri al di sotto dell'apice vegetativo che si trova nel punto in cui il corpo è unito al fusticino legnoso: in caso contrario la talea non sopravviverebbe. La riproduzione per seme richiede alcuni accorgimenti: il periodo migliore per effettuare le semine è l'inizio dell'autunno purché sia possibile offrire ai semenzali una luminosità sufficiente durante tutto l'inverno; ciò permette alle pianticelle di irrobustirsi abbastanza prima dell'arrivo dell'estate. Se ciò non è possibile conviene seminare verso la fine dell'inverno. Una volta avvenuta la germinazione, le piantine dovranno essere spruzzate quotidianamente ed annaffiate e concimate con una soluzione assai diluita di fertilizzante completo una volta alla settimana fino all'arrivo dell'estate. A questo punto esse verranno poste all'ombra e ci si limiterà a spruzzarle leggermente ogni quindici giorni fino al sopraggiungere dell'autunno quando si farà loro riprendere il ciclo vegetativo e si tratteranno come le piante adulte. Se possibile, è opportuno non avere fretta di ripicchettarle. Anche i rinvasi delle piante adulte, da praticare durante la fase di massima attività vegetativa, vanno effettuati solo in caso di assoluta necessità (le piante possono restare nello stesso recipiente per decine di anni, a patto che nel terreno non si accumulino sali); invece di rinvasare è meglio somministrare saltuariamente dei fertilizzanti o rinnovare lo strato superficiale di terriccio. Si darà la preferenza a vasi relativamente bassi in quanto le radici dei Conophytum non si spingono molto in profondità. I Conophytum sono abbastanza resistenti agli attacchi dei soliti parassiti (cocciniglie, ragno rosso), che vanno comunque tenuti sotto controllo; più insidiosi sono gli attacchi fungini contro i quali la prevenzione migliore è una corretta pratica colturale.

Composta

 

Bibliografia

STORMS, E. 1986. The New Growing thè Mesembs. Ed Storms, Inc., Azle, Texas; p. 22. AMBROZY, G. 1987. Kakt. and. Sukk. 38 (3): 76-80. HAMMER S. A. 1988 - 1991. Conophytum: an annotated checklist. Bradleya, 6-9. HAMMER, S. A. 1993. The Genus Conophytum. A Conograph. Succulent Plant Publications, Pretoria, Sud Africa; p. 49. EGGLI, U. 1994. Sukkulenten. Ulmer, Stuttgart; p. 100.

Note

 

Foto

Conophytum bilobum

Conophytum bilobum