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Asclepiadaceae Huernia quinta (E. P. Phillips) A. C. White & B. L. Sloane

Scheda
Famiglia

Asclepiadaceae

Genere

Huernia

Specie

quinta (E. P. Phillips) A. C. White & B. L. Sloane

Descrizione

Pianta di statura modesta che, a seguito della produzione di ramificazioni basali, forma gruppi molto fitti che possono raggiungere e superare i 30 cm di diametro. I singoli fusti, da eretti a prostrati e di colore da grigio-verde a purpureo, sono lunghi 1,5-6-(20) cm e presentano un diametro (denti esclusi) di 0,8-2 cm. I tubercoli, deltoidi, lateralmente appiattiti verso la base e disposti lungo (4)-5-(6) serie talvolta spiraleggianti, sono lunghi 3-6 mm e terminano con un tozzo dente, rigido e acuminato, di colore giallastro. L’infiorescenza è costituita da 3-20 fiori, che si sviluppano in rapida successione (spesso se ne aprono 2-3 contemporaneamente) e che sono portati da piccioli lunghi da 5 a 25 mm che tengono i fiori orizzontalmente o con la fauce rivolta verso l’alto. I sepali, di forma ovata, acuminati e alquanto ricurvi all’apice, sono lunghi 3-8 mm e larghi alla base 1,5 mm. Il diametro della corolla, che è da campanulata a rotata, misura (2)-2,5-3-(4) cm; esteriormente è liscia, di un colore che può essere da bruno chiaro a carneo o verde, con 1-5 venature rilevate, decorrenti longitudinalmente al centro dei lobi; all’interno il suo colore è bianco o un crema pallido, screziato attorno alla fauce del tubo ed al suo interno con una serie di strie concentriche marroni; queste, all’interno del tubo, si trasformano, accorciandosi, in macchie allungate e, intorno alla corona, coalescono per dare delle macchie purpuree, irregolarmente pentagonali. L’interno della corolla è anche rivestito da papille biancastre che, attorno alla fauce del tubo, raggiungono le dimensioni maggiori (1 mm), diventano sempre meno rilevate sui lobi e scompaiono bruscamente appena dentro il tubo; ogni papilla è dotata di una setola apicale di colore bruno scuro lunga fino ad 1 mm. Il tubo, di sezione approssimativamente pentagonale e a forma di cupola, è lungo 6-9 mm e largo all’imboccatura 7-10 mm. I lobi, lunghi 7-11 mm e larghi alla base 10-15 cm, sono divaricati ed hanno gli apici leggermente ricurvi, di forma deltoide ed acuminati. La corona è alta 4-6 mm e larga 3-5,5 mm; i suoi lobi esterni, lunghi 1-2 mm, sono di color giallo pallido sfumato di rosa, con chiazze marroni verso la base; i suoi lobi interni, lunghi 1-1,5 mm, sono di color giallo brillante e aderenti in basso al dorso delle antere. H. quinta è ampiamente e sporadicamente diffusa nelle regioni più settentrionali del Sudafrica, fra Ellisras e, attraverso il Waterberg, fino a Groblersdal; sul Waterberg e attorno ad Ellisras la specie cresce, assieme ad Euphorbia tortirama, in situazioni esposte su suoli poco profondi fra affioramenti di roccia arenaria, mentre vicino a Groblersdal preferisce crescere fra l’erba su affioramenti granitici. Di H. quinta fu descritta nel 1988 da L. C. Leach una varietà (H. quinta var. blyderiverensis) che è stata recentemente elevata al rango di specie a sé stante da Bruyns.

Coltivazione

Nella zona in cui vive H. quinta circa il 40% dell’ammontare annuo delle precipitazioni cade nella stagione invernale ed il resto nelle altre stagioni; tuttavia, perché si abbia vegetazione attiva è necessario che le temperature diurne siano comprese fra 20 e 30 °C; valori superiori a 30 °C rallentano o arrestano la vegetazione. Sia che la coltivazione avvenga all’aperto (in situazione di mezzo sole) sia che avvenga al chiuso è di fondamentale importanza che la pianta possa godere in ogni stagione di una ottima ventilazione (naturale o artificiale) e che le temperature minime non si avvicinino troppo al punto di gelo. Data la tendenza della specie ad espandersi è opportuno coltivarla in ciotole di dimensioni opportune; la particolare composizione del substrato non è rilevante purché lo stesso sia tendenzialmente acido, sufficientemente soffice per permettere alle radici di avanzare senza problemi e perfettamente drenato in quanto le radici non tollerano umidità stagnante. Le annaffiature (evitare che le stesse portino ad un’alcalinizzazione del substrato) dovranno essere regolari nella buona stagione (non dare acqua se il substrato non dovesse essere asciutto) e non del tutto sospese in quella brutta. In occasione dei rinvasi, da effettuare ad anni alterni in primavera, provvedere, mediante divisione dei cespi, a ringiovanire le piante eliminando tutti i fusti che non si trovassero in perfette condizioni e le radici secche o marcite. Rispetto ai cactus, le stapelie richiedono molta più attenzione per quanto riguarda il controllo dei parassiti: regolari ispezioni e periodiche somministrazioni di insetticidi e fungicidi sistemici sono indispensabili per poter mantenere le piante in buona salute, anche se H. quinta non è certamente fra quelle più delicate. La moltiplicazione agamica (per divisione o per talea) non presenta difficoltà; anche quella per seme è semplice purché si disponga della “materia prima”. Infatti, i semi non conservano a lungo la loro germinabilità (a meno di non conservarli in un recipiente a chiusura ermetica in presenza di un essiccante [per es., gel di silice] a temperature molto basse); essi, con l’aiuto di una pinzetta, vanno inseriti verticalmente nel substrato con la loro estremità micropilare verso il basso, badando di non danneggiarli. La germinazione ha luogo in pochi giorni.

Composta

 

Bibliografia

Jacobsen, H. 1970. Das Sukkulentenlexikon. VEB Gustav Fischer Verlag, Jena. Focke, A. & Meve, U. (a cura di) 2002. Illustrated Handbook of Succulent Plants. Asclepiadaceae. Springer-Verlag, Berlin Heidelberg New York. Bruyns, P. V. 2005. Stapeliads of Southern Africa and Madagascar. Vol. I. Umdaus Press. Hatfield, RSA.

Note

 

Foto

huernia quinta

huernia  quinta