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Asclepiadaceae Stapelia glabricaulis

Scheda
Famiglia

Asclepiadaceae

Genere

Stapelia

Specie

glabricaulis

Descrizione

Fusti glabri, quadrangolari, solitamente crenati agli spigoli, spessi 15-20(25) mm, che possono raggiungere un'altezza di 20 cm; frequentemente la parte basale dei fusti è appoggiata sul terreno per un breve tratto. Foglie acute, lunghe circa 2 mm, talora alquanto pubescenti; ghiandole stipolari poco evidenti. L'infiorescenza è portata da un breve picciuolo e compare in prossimità della base dei fusti. I fiori si aprono in successione; solo di rado si osservano due fiori aperti contemporaneamente. I bocciuoli sono subglobosi, talora finemente pubescenti in prossimità dell'apice. I sepali sono glabri, talvolta con alcune ciglia, gibbosi alla base. La corolla, del diametro di 50-70(100) mm, è rotata e i suoi lobi, ovati, acuminati o acuti e leggermente ricurvi, ne costituiscono il 70% circa; essa è praticamente glabra dalla parte esterna. L'interno, di colore bruno - porpora che si intensifica verso l'apice dei lobi, invece è rivestito di fitti peli ai margini e sulla parte inferiore dei lobi. Tutti i peli, diritti e rigidi, sono di colore variabile dal porpora chiaro al bianco grigiastro e sono diretti verso l'apice di lobi. La corona, di colore porpora tendente al nero, è leggermente rialzata su di un piedistallo ottusamente pentagonale. I suoi lobi esterni sono divaricati, ricurvi, solitamente alquanto spatolati o provvisti di tre dentelli ineguali; solo di rado sono acuminati. I suoi lobi interni sono eretti e provvisti di un corno interno trigono e ricurvo e di un'ampia ala dorsale subacuta adnata al corno per metà della sua lunghezza o libera alla base. Spesso il corno interno è fortemente falcato e provvisto di un'ampia ala a forma di stretto triangolo alla base. I pollinii sono bruni, gialli al margine dell'ancora, di forma che ricorda da vicino quella di una D. L'areale di questa specie, che sembra essere rara e in pericolo di estinzione, appare estremamente frazionato: è stata, infatti, raccolta solo a Cradock, Blinkwater, King William's Town, Pori Elizabeth e Port Alfred.

Coltivazione

Una prima osservazione, comune a molti di quelli che coltivano stapelie, è che la pianta da il meglio di sé durante il primo anno dalla data dell'acquisizione; quindi, se non si interviene in modo opportuno, sopravviene un periodo di "stagnazione" durante il quale l'esemplare "non cresce e non crepa" per poi abbandonare definitivamente il mondo dei viventi. Per ovviare a ciò, la cosa migliore è quella di "rinnovare" la pianta ogni anno, farne cioè talee. Questo significa rimuovere, all'inizio del periodo vegetativo (alla fine di Aprile, non prima!), tutte le radici (o scorciarle in modo significativo) e tutte le porzioni vecchie di fusto; si cospargono i tagli con polvere fungicida, si fanno quindi asciugare per 1-2 giorni e infine si appoggiano i rami sulla terra, senza interrarne la base ma ammucchiando un po' di substrato a sinistra e a destra. Il vaso così preparato si pone in un ambiente confinato con un'atmosfera il cui grado di umidità arrivi a circa il 70%. Le talee non vanno innaffiate ma nebulizzate quotidianamente senza bagnare il substrato; curare il ricambio dell'aria e sospendere le nebulizzazioni in caso di tempo piovoso. Si potrà cominciare ad innaffiare quando le talee mostrano segnali di crescita. Stapelia glabrìcaulis è una pianta robusta e abbastanza adattabile; riesce però meglio se posta in atmosfera umida e in ombra parziale. La reazione del substrato, che dovrà contenere una buona percentuale di sabbia grossolana esente da ferro1, dovrà essere attorno alla neutralità. I recipienti di coltura è bene che siano ampi in modo da dare alla pianta la possibilità di espandersi. I fiori, assai puzzolenti, iniziano a comparire attorno alla metà dell'estate. Il periodo di riposo dovrà essere indotto riducendo progressivamente la frequenza delle annaffiature fino a sospenderle del tutto nel periodo Novembre - Marzo. Durante il periodo di riposo giovano comunque periodiche nebulizzazioni con acqua piovana o distillata tiepide. Sopporta temperature fino a 5 °C. I nemici peggiori sono le cocciniglie delle radici, da combattere con ripetute somministrazioni di insetticidi sistemici e il fungo responsabile della "morte nera delle stapelie", contro il quale sono efficaci solo norme colturali corrette. È opportuno, inoltre, per prevenire i marciumi del colletto, sostituire l'ultimo mezzo cm di substrato con ghiaia fine, preferibilmente di quarzo. (1) Per eliminare eventuali ossidi di ferro dalla sabbia si può procedere così, avendo l'avvertenza di operare all'aperto. Porre la sabbia in un recipiente di plastica o di ferro smaltato (privo di crepe!) e coprirla con acido muriatico commerciale caldo (per riscaldare l'acido impiegare un recipiente di vetro adatto ad essere posto sul fuoco o smaltato; l'acido non dovrà essere bollente; evitare di inalarne i vapori!). Agitare bene e attendere che l'acido ritorni a temperatura ambiente; decantarlo e sciacquare a fondo (4-5 volte) la sabbia, sempre per decantazione, con acqua di rubinetto calda. Quindi lasciar asciugare.

Composta

 

Bibliografia

JACOBSEN, H. 1970. Das Sukkulentenlexikon. VEB Gustav Fischer Verlag, Jena; p. 330. LEACH, L. C. 1985. A Revision of Stapelia L. (Asclepiadaceae). Excelsa. Taxonomic Series No. 3, p. 47.

Note

 

Foto

Stapelia glabricaulis

stapelia glabricaulis