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Cactaceae Ancistrocactus scheeri

Scheda
Famiglia

Cactaceae

Genere

Ancistrocactus

Specie

scheeri

Descrizione

Corpo solitario, globulare, ellissoide - ovoide oppure ovoide allargato, di altezza compresa fra 3,5 e 15 cm e diametro compreso fra 3,5 e 10 cm. Radice fibrosa o tuberosa. In gioventù il corpo è tubercolato; a mano a mano che la pianta cresce, i tubercoli coalescono alla base e formano così 13 costole suddivise in tubercoli molto rilevati (alti e larghi da 6 a 9 mm). Le areole, da circolari ad ovali, si prolungano in un solco; da giovani sono ricoperte di lana, in età matura sono nude. Numero e dimensioni delle spine variano con l'età della pianta. In gioventù si contano da 15 a 22 spine radiali, diritte, aciculari, lunghe circa 6 mm, grigiastre o giallastre che si irradiano parallelamente alla superficie del corpo; le spine centrali superiori sono 0-2(3), appiattite e grigiastre; le due laterali sono lunghe 9-12 mm, quella in mezzo, che può mancare o essere molto corta, è solitamente grossa, ricurva o uncinata e lunga da 10 a 12 mm. In piante mature le spine radiali sono 12-20, lunghe 10 cm, diritte, aciculari, di colore grigio chiaro e formano un certo angolo con la superficie del corpo; le spine centrali superiori sono 3, appiattite, diritte, aciculari, biancastre, di cui quella in mezzo è lunga 10-15 mm e quelle laterali sono lunghe 3 cm; la spina che si trova al centro dell'areola, anch'essa aciculare, è ricurva o uncinata e misura 2,5-4,5 cm. I fiori, non molto grandi (lunghezza 2,5-3 cm), spuntano verso la fine dell'inverno dai solchi areolari prossimi al vertice della pianta; il pericarpello è verde e ricoperto di squame le cui ascelle sono nude così come quelle, molto più grandi, del ricettacolo. I pezzi del perianzio sono numerosi: quelli di transizione dalle squame che rivestono il ricettacolo al perianzio vero e proprio e quelli più esterni sono lanceolati, lunghi da 9 a 15 mm, con mucrone terminale e margini dentellati, gialli al bordo e verdi al centro; quelli interni sono più lunghi (12-20 mm), hanno i margini interi e sono di colore giallo verdastro. I filamenti degli stami sono verdi, le antere gialle; lo stilo, verdastro, termina con uno stigma diviso in 10 lobi circa. Il frutto, anch'esso piccolo (lungo da 12 a 25 mm), è verde; le sue pareti sono inizialmente carnose, poi si seccano. Semi ovoidali, lunghi circa 2 mm, con la testa finemente papillata di colore castano. A. scheeri cresce in pianura e su colline basse nella conca del Rio Bravo e nelle contee di Val Verde e Hidalgo (Texas meridionale, USA) e nella parte settentrionale degli stati messicani di Nuevo Leon e Tamaulipas. È stato recentemente accertato che le due "specie" di Ancistrocactus, scheeri e megarhi-zus, rappresentano in realtà, rispettivamente, la forma con le radici fibrose e quella con le radici ingrossate della medesima specie. L'epiteto specifico vuole ricordare Friedrich SCHEER (1793-1869), grande esperto di Cactacee e collaboratore dei Giardini Botanici di Kew.

Coltivazione

II clima dell'habitat di questa specie è del tipo steppico caldo. È, pertanto, imperativo offrire alla pianta, durante il periodo vegetativo, un'esposizione in pieno sole in un luogo caldo. Il substrato dovrà essere ghiaioso -argilloso, esente da humus e a reazione leggermente acida (pH 5,5-6,5); le dimensioni del recipiente dovranno essere commisurate a quelle dell'apparato radicale. Dato che A. scheeri è oltremodo sensibile al marciume del colletto, è consigliabile fare in modo, circondandolo di materiale grossolano, che il colletto rimanga il più possibile asciutto. Le annaffiature dovranno comunque essere somministrate in modo estremamente oculato: evitare di annaffiare quando le temperature sono basse, tali cioè da non permettere al substrato di asciugare in fretta, quando c'è minaccia di pioggia o piove e se il substrato non è completamente asciutto. Le annaffiature si sospenderanno a Settembre e la pianta si farà svernare in posizione estremamente luminosa, evitando di esporla a temperature inferiori a 4 °C. Qualora non fosse possibile offrire alla pianta le giuste condizioni (ad es., eccessiva e prolungata umidità atmosferica, temperature non sufficientemente elevate, ecc.) conviene tenerla innestata su Harrisìa (Eriocereus) o Trichocereus. Poiché la specie non produce getti, la stessa si può moltipllcare solo mediante semina; quest'ultima non è facile e la crescita dei semenzali molto lenta. A. scheeri, pur essendo molto sensibile agli attacchi fungini, non sembra esserlo a quelli di altri parassiti; ciò non toglie che vadano comunque messe in atto tutte quelle misure atte a proteggere la pianta dagli attacchi di acari e cocciniglie.

Composta

 

Bibliografia

HAAGE, W. 1982. Kakteen von Abis Z: p. 15. Neumann Verlag. Leipzig, Radebeul. BRAVO-HOLLIS, H. & SANCHEZ-MEJORADA, H. 1991. Las Cactàceas de México. Voi. Il: p. 137. Universidad Nacional Autònoma de México. ANDERSON, E. F. 2001. The Cactus Family: p. 628. Timber Press, Portland, Oregon.

Note

 

Foto

Ancistrocactus scheeri

Ancistrocactus scheeri