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Cactaceae Astrophytum asterias (Zuccarini) Lemaire

Scheda
Famiglia

Cactaceae

Genere

Astrophytum

Specie

asterias (Zuccarini) Lemaire

Descrizione

Corpo solitario, sferico appiattito, con l’epidermide da verde a glauca. Il suo diametro può raggiungere i 16 cm e la sua altezza i 6. In habitat cresce quasi completamente interrato con il vertice che spunta appena dal terreno. Solamente in coltivazione assume talvolta, in età avanzata, una forma a botte o brevemente colonnare. La radice è carnosa e fittonante. Le costole sono normalmente otto, un numero che non dipende dall’età della pianta; esse possono essere arrotondate, piatte o lievemente incavate al centro. Le areole, inermi (solo nei semenzali fino a circa 8 mesi di età si notano su ogni areola coppie di rudimenti di spine nere, aciculari), sono rotonde (diametro circa 4 mm), rivestite di un pelo da crema a bianco e situate lungo una linea che corre al centro delle costole; le distanze interareolari sono variabili. I ciuffetti di lana bianca caratteristici del genere sono distribuiti sull’epidermide secondo schemi variabili; in coltivazione possono essere molto fitti mentre in habitat ci possono essere degli esemplari con l’epidermide completamente nuda. I fiori, praticamente privi di tubo florale, spuntano dal vertice fra l’estate e l’autunno e presentano un diametro compreso fra 5 e 8 cm circa; essi sono gialli (in tonalità dal canarino all’oro), talvolta con sfumature rosa, e presentano una gola da rossa ad arancione; i fiori completamente gialli sono molto rari. I filamenti degli stami, le antere, lo stilo e lo stigma, suddiviso normalmente in 6 lobi, sono gialli. Il frutto è una bacca, glabra nell’emisfero inferiore, pelosa in quello superiore, che a maturità assume una colorazione variabile dal roseo al grigio piombo e si disgrega nell’emisfero inferiore senza liberare i semi che sono galeriformi, grandi circa 2 mm, di colore da ruggine a nero, alla cui distribuzione provvedono formiche (mirmecocorìa) ed altri animali. La forza da fiore viene raggiunta quando le piante raggiungono un diametro di 3 cm circa. Sua patria sono lo stato di Tamaulipas (Messico) e quello del Texas (Stati Uniti) dove cresce su terreni alluvionali, spesso al riparo di cespugli xerofili. Vale la pena osservare che l’epiteto specifico asterias, che sembra riferirsi ad una stella di mare, non è stato scelto bene in quanto l’aspetto della pianta ricorda piuttosto quello di un riccio di mare (echinus). È inscritto nell’Allegato I del trattato CITES.

Coltivazione

Non è specie di facile coltivazione e non adatta a chi è alle prime armi. Il substrato, esente da humus, dovrà contenere una buona percentuale di terra argillosa ed essere perfettamente permeabile. A causa della radice a fittone il recipiente di coltura dovrà essere di profondità adeguata. L’esposizione, specie nelle località più calde, sarà preferibilmente in ombra leggera e dovrà essere ben ventilata. Nel periodo vegetativo, che si estende da marzo-aprile ad ottobre, si annaffierà ogniqualvolta il substrato sarà completamente asciutto; bisogna fare attenzione a non avere il substrato bagnato quando la temperatura ambiente non è sufficientemente elevata (³15 °C) altrimenti il rischio di marciumi è forte. Nel periodo maggio-agosto gioveranno tre concimazioni con un fertilizzante povero d’azoto opportunamente intervallate. Lo svernamento, in condizioni di assoluta aridità, dovrà avvenire a temperature non inferiori a 5 °C. A parte i marciumi, A. asterias non è facilmente attaccato da altri parassiti, quali acari e cocciniglie, che comunque vanno tenuti sotto costante controllo. La moltiplicazione si effettua mediante semina; i semi germinano in pochi giorni con altissime percentuali, i problemi vengono dopo perché i semenzali sono assai delicati ed è difficile mantenerli tutti in vita. Questa difficoltà si attenua soltanto dopo il terzo anno di vita delle piante. Per ovviare alle difficoltà e accelerare lo sviluppo si possono innestare i semenzali su idonei portainnesti con l’avvertenza che, al massimo dopo un paio di anni, è preferibile staccarli dal portainnesto e farli radicare.

Composta

 

Bibliografia

Sadovský, O & Schütz, B. 1979. Die Gattung Astrophytum. Arten, Hybriden, Kultur. Flora-Verlag, Titisee-Neustadt. Theobald, H. 1981. Fehl am Platz - Ein Asterias und seine sonderlichen Blühgewohnheiten. Kakt. and. Sukk. 32 (1): 8. Wery, H. 1982. Reingelbe Blüten bei Astrophytum asterias (Zuccarini) Lemaire. Kakt. and. Sukk. 33 (1): 7. Wery, H. 1984. Erhöhung der Rippenzahl bei Astrophytum asterias (Zuccarini) Lemaire. Kakt. and. Sukk. 35 (1): 1. Bölderl, R. 1984. Beobachtungen am Wildstandort - Astrophytum asterias (Zuccarini) Lemaire. Kakt. and. Sukk. 35 (12): 261. Hein, H. 1987. Sproßverhalten von Astrophytum asterias (Zuccarini) Lemaire am Beispiel eines chlorophyllosen Exemplars. Kakt. and. Sukk. 38 (4): 81. Hoock, H. 1988. Ein Zufall mit weitreichenden Folgen: Die Erstbeschreibung von Astrophytum asterias (Zuccarini) Lemaire. Kakt. and. Sukk. 39 (12): 294. Schätzle, P. 1988. Astrophytum asterias (Zuccarini) Lemaire. Kakt. and. Sukk. 39 (12): scheda 33. Mitich, L. W. 1988. The Mystery of Astrophytum asterias in the United States. Excelsa 13: 89. Kleszewski, K. P. 1998. Astrophytum asterias (Zuccarini) Lemaire. Am Standort in Mexiko..und in Kultur. Verein der Kakteenfreunde Mainz/Wiesb. u. Umgebung, OG. Kaktusblüte: 25.

Note

 

Foto

Astrophytum asterias (Zuccarini) Lemaire

Astrophytum asterias (Zuccarini) Lemaire