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Cactaceae Cleistocactus rítteri

Scheda
Famiglia

Cactaceae

Genere

Cleistocactus

Specie

rítteri

Descrizione

Corpo cespuglioso, ± eretto, che si ramifica dalla base. I singoli rami, che possono raggiungere una lunghezza di circa 150 cm ed un diametro di 4 cm, possono essere diritti, ± ricurvi o anche pendenti qualora la pianta cresca su una parete rocciosa a strapiombo. Le radici sono fibrose, l’epidermide verde brillante. Le costole, in numero di 12-16, sono poco rilevate. Le areole sono rivestite in gioventù di tomento brunastro che, a mano a mano che invecchiano, si schiarisce. Sulle areole dei rami fertili, nella zona da cui compaiono i fiori, spuntano delle setole sottili, lunghe fino a 4 cm; tali setole non formano, tuttavia, un cefalio cosicché non appare giustificata l’inclusione, eseguita da BACKEBERG, di questa specie nel suo genere Cephalocleistocactus. Le areole recano fino ad una trentina di spine radiali, bianche, molto fini, quasi lanuginose, lunghe da 5 a 10 mm, e 5 spine centrali, di color giallo tenue, lunghe fino a 15 mm. L’antesi di ogni singolo fiore dura 2-3 giorni: i fiori stessi sono gialli (in varie tonalità; un colore infrequente nel genere Cleistocactus), cilindrici, ± perpendicolari al ramo, lunghi circa 4 cm e provvisti di una leggera piegatura verso il basso, situata presso l’estremità superiore della camera nettarifera. I filamenti degli stami, che sono inseriti fittamente al disopra della camera nettarifera, sono bianchi e lunghi 25-30 mm; le antere sono color crema e non superano il bordo superiore del perianzio. Lo stilo, biancastro e lungo 35-40 mm, termina con uno stigma di colore verde chiaro, suddiviso in 5-8 lobi. I pezzi del perianzio chiudono quasi completamente il fiore, sono lunghi 6-8 mm, larghi 2-2,5 mm e pressoché spatolati; quelli esterni sono di color giallo citrino e verde pallido alle estremità, quelli interni biancastri, più chiari in punta. Il frutto è una bacca giallo chiara, tondeggiante, avente un diametro di circa 15 mm. Cleistocactus rítteri cresce a circa 1100 m di altitudine su pareti rocciose nella zona di confine fra le provincie boliviane di Sued Yungas e Loayza (regione di La Paz). Esso fu scoperto da RITTER nel 1953 e provvisto del numero di raccolta FR 325.

Coltivazione

Essendo specie parzialmente casmofita (dal greco: chásma, -atos = voragine, burrone) richiede un substrato essenzialmente minerale, perfettamente drenato, contenente un po’ di humus. Durante il periodo vegetativo (primavera – estate) richiede temperature relativamente elevate ed un’esposizione a pieno sole, annaffiature e concimazioni regolari. Durante il periodo di stasi vegetativa va tenuto invece in condizioni di aridità senza fargli mancare luce e sole. Le temperature minime invernali è bene che non scendano al di sotto di circa 5 °C. La moltiplicazione si può effettuare mediante talea di ramo da praticare a primavera; non è, tuttavia, difficile la riproduzione mediante semina. Per ottenere piante ben ramificate e provviste di una bella spinagione sono giovevoli, nella buona stagione, frequenti nebulizzazioni mattutine e vespertine con acqua piovana o distillata. Per esperienza di chi scrive, è specie poco incline a subire attacchi da parte di parassiti animali; è, invece, facilmente soggetta ad attacchi fungini che vanno prevenuti impiegando un substrato perfettamente drenato, sospendendo le annaffiature fin dalla prima metà di settembre e somministrando ogni tre mesi, durante il periodo vegetativo, un fungicida sistemico.

Composta

 

Bibliografia

RITTER, F. 1980. Kakteen in Südamerika, 2: 687; Friedrich Ritter Selbstverlag, Spangenberg. DOFFING, C. 1992. Kakt. u. a. Sukk. 43 (11): scheda 30. ANDERSON, E. F. 2001. The Cactus Family: 161; Timber Press, Portland, Oregon, U.S.A

Note

 

Foto

Cleistocactus rítteri

Cleistocactus ritteri