Le Piante
 L'editoria
      L'associazione

 

Cactaceae Coryphantha pycnacantha (Martius) Lemaire

Scheda
Famiglia

Cactaceae

Genere

Coryphantha

Specie

pycnacantha (Martius) Lemaire

Descrizione

Corpo solitario da semisferico a sferico appiattito, con vertice concavo, lanoso, il cui diametro e la cui altezza possono raggiungere, rispettivamente, 9,5 e 3,5 cm. L’epidermide è da glauca a grigio-verde, la radice principale, quasi fittonante, è circondata da radici fibrose. I tubercoli, disposti in 5 e 8 serie (talora 8 e 13), sono a forma di cono schiacciato, sopra appiattiti, sotto bombati, obliquamente troncati all’estremità; essi sono larghi alla base 17 mm, alti 12 mm, lunghi superiormente 18 mm, inferiormente 22 mm ed attraversati da un profondo solco, lanoso in gioventù. Anche le ascelle dei tubercoli sono lanose in gioventù. Le areole, ellittiche, sono anch’esse rivestite inizialmente di tomento bianco. Spine radiali 6-15, irregolarmente distribuite lungo l’areola, quelle superiori affastellate e disposte in due serie, quelle dirette di lato ed verso il basso lunghe circa 1 cm, diritte, aciculari, alcune più grosse e più lunghe (fino a 1,5 cm circa); tutte sono bianco grigiastre e hanno la punta scura. Spine centrali 5-7; 2-3 di esse, su ogni lato dell’areola, ricurve verso il corpo della pianta, dirette orizzontalmente, grosse, subulate, lunghe circa 1,5-2 cm; 1, disposta in posizione subentrale, è diretta verso il basso ed un po’ più sottile e corta. Tutte le spine centrali sono di color bruno chiaro da giovani, rivestite di una pruina grigiastra in età adulta e hanno la punta nera. I fiori, che spuntano da areole giovani, misurano 3 cm in lunghezza e 4,5 in larghezza; i pezzi esterni del perianzio sono sottili, lanceolati, appuntiti, di color giallo citrino con stria mediana esterna rosso-bruna; i pezzi interni del perianzio sono larghi, lanceolati, denticolati verso l’estremità, di color giallo citrino. Filamenti brevi, gialli, senza alcuna sfumatura rossa; antere giallo uovo, stigma giallastro suddiviso in 5-7 lobi giallo-biancastri. Il frutto è una bacca allungata, verde, succosa, lunga circa 2,5 cm e larga circa 1,3 che conserva i resti appassiti del fiore. I semi, reniformi, misurano 2,5 × 1,5 mm, sono bruni ed hanno la testa reticolata. È diffusa negli stati federali messicani di Hidalgo, Puebla, Veracruz e Messico dove colonizza, insieme ad opunzie, suoli lavici; cresce fra erbe o vicino a formicai. Si tratta di una specie a forte rischio in quanto la fertilità dei suoli lavici li rende particolarmente idonei per l’agricoltura, tanto è vero che oggi la si può rinvenire solo in zone marginali (bordi di strade e ferrovie, vicino a discariche di rifiuti, ecc.). L’epiteto generico è composto dalle parole greche koryphé = vertice, culmine e ánthos = fiore [cioè, (pianta che produce) fiori dal vertice, l’epiteto specifico dalle parole greche pyknós = denso, folto, fitto e ácantha = spina [cioè, (dal corpo) folto di spine].

Coltivazione

Coryphantha pycnacantha, come la maggior parte delle sue congeneri, non pone particolari problemi di coltivazione. Il substrato, il cui pH è bene che sia vicino alla neutralità, deve essere poco umifero, grossolano e non permettere all’acqua di ristagnare. Le dimensioni dei recipienti di coltura, preferibilmente di plastica, debbono essere tali da accomodare senza costrizioni l’apparato radicale (soprattutto il fittone). L’esposizione richiesta è a pieno sole (attenzione alle scottature se le piante non vi sono abituate!) con ottima ventilazione. Durante il periodo vegetativo (dalla primavera all’autunno) bisogna curare che il substrato conservi sempre un po’ di umidità mentre durante il periodo di riposo le annaffiature vanno completamente sospese. È consigliabile, se si vuole conservare in modo ottimale la lanosità che riveste il vertice della pianta, evitare di esporla alla pioggia o di spruzzarla. Durante il periodo vegetativo, fino ai primi di luglio, è anche importante soccorrere le piante con 4-6 concimazioni liquide usando un fertilizzante in polvere solubile povero d’azoto. Fra i parassiti animali quelli più dannosi sono le cocciniglie in tutte le loro forme, che vanno tenute sotto controllo somministrando insetticidi sistemici con le annaffiature; fra i parassiti vegetali un problema possono essere le infezioni fungine che occorre prevenire con idonei fungicidi sistemici. Poiché C. pycnacantha non produce ramificazioni, la sua moltiplicazione può avvenire solo tramite semina, che non è difficile ma che richiede una buona dose di pazienza perché la crescita è piuttosto lenta. Esemplari malati di si possono salvare mediante innesto di tubercolo su uno degli usuali portainnesti: dopo tre anni, dalla gemma dormiente nascosta nel solco che attraversa il tubercolo spunterà una nuova pianta.

Composta

 

Bibliografia

HAAGE, W. 1982. Kakteen von A bis Z. Neumann Verlag, Leipzig – Radebeul. ANDERSON, E. F. 2001. The Cactus Family. Timber Press, Portland, Oregon. DICHT, R. & LÜTHY, A. 2003. Coryphantha – Kakteen aus Nordamerika. Verlag Eugen Ulmer, Stoccarda.

Note

 

Foto

Coryphantha pycnacantha (Martius) Lemaire

Coryphantha pycnacantha (Martius) Lemaire