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Asclepiadaceae

Stranepiante e pulcius ci parlano di asclepiadaceae, tratto dal forum all'indirizzo:
https://www.cactus.it/forum/viewtopic.php?f=7&t=644&hilit=asclepiadaceae

Stapelia-variegata

foto di Bigstar, tratta dal forum, ritrae una stapelia variegata

 Asclepiadaceae
da stranepiante » 16/09/2010, 16:56

L'argomento mi interessa molto, la famiglia include le piante che, sto scoprendo negli ultimi anni, preferisco. ma che ancora sto imparando a conoscere.
Già da bambino ammiravo l'hoya carnosa che copriva una parete della casa di mia zia al mare, poi un anno mi sono deciso a chiederle una talea (la vedevo come una pianta preziosa non avevo il coraggio di chiederle di tagliuzzarla  ). Allo stesso modo mi era capitato di vedere un fiore di O. variegata e di ottenerne una talea. Dopo qualche anno vederle in fiore sul mio balcone è stato fantastico!
A quel punto ho iniziato a comprare tutte o quasi le Asclepiadaceae che incontravo (2006-2007) e qui sono sorti i primi problemi, marciumi improvvisi, muffe, strane macchie... su piante che pensavo, data la crescita veloce primaverile ed estiva (2008), stessero bene, stavo per abbandonarle, i trattamenti che avevo fatto erano risultati inutili o poco efficaci, quando a metà ottobre 2008 una pianta bozzuta, grigiastra poi identificata come Piaranthus pilosus, ha fiorito! l'ennesima meraviglia! si trovava sul mio davanzale esposto a nord, in inverno con temperatura leggermente più mite perchè tra la finestra e la serranda.

ho pensato che non potevo rinunciare a piante del genere. ed ho cercato di osservarle un pò di più, oltre a continuare a comprare tutto quello che mi capita sotto mano.

Stapelia-variegata2

foto di Bigstar, tratta dal forum, ritrae una forma o ibrido? di stapelia variegata

ad oggi quello che ho imparato per farle sopravvivere almeno sul mio balcone, e che ho potuto mettere in pratica regolarmente solo da fine 2008 ad oggi dato che hanno risposto bene, consiste nel tenerle esposte a nord-ovest con poche ore di sole diretto nel primo pomeriggio, in un angolo del balcone.
durante la crescita innaffio molto molto raramente, anche meno delle cactaceae, solo quando le piante o i loro tuberi iniziano a raggrinzire, ma 1-2 volte bagno un pò anche in inverno.
faccio 1-2 trattamenti preventivi con previcur e confidor. in inverno nebulizzo 2-3 volte con fungicida rameico.

la cocciniglia non l'ho mai più vista, gli attacchi funginei sui fusti sono abbastanza sotto controllo anche se ogni anno qualche pianta presenta macchie o qualche fusto diventa giallo per poi seccare sino ad un nodo, come se andasse in apoptosi. i marciumi radicali quasi completamente sconfitti, nel senso che quest'anno in primavera con la prima innaffiatura una Huernia è partita, i frammenti di fusti recuperati e cicatrizzati stanno lì... ma tutte le altre sono cresciute esponenzialmente.

attualmente in questa posizione e in questo modo, crescono, stanno bene e fioriscono:
6 specie di ceropegia
22 tra stapelia, huernia, orbea, Piaranthus
4 specie di hoya
alcune Fockea, Cynanchum, Echidnopsis, Hoodia e credo basta...

riguardo alla composta usata sino ad ora, ho usato la stessa di base delle cactaceae: 50% lapillo, vermiculite quando disponibile tra il 10 e 50% in volume, e/o 10% sabbia di fiume, terra di campo/terra per gerani in quantità sempre inferiore in volume all'inerte più abbondante.

vasi e rinvasi: i contenitori che ritengo più adatti sono bassi e larghi, che vengono subito invasi sino al bordo nella prima stagione vegetativa dopo il rinvaso, vice versa, se mantenute nello stesso contenitore crescono molto meno ed è più facile che la parte centrale, più vecchia, secchi (mi è capitato in alcuni vasi di orbea che non rinvasavo da più di 3 anni, credo a causa del compattarsi della composta e successiva scopertura delle radici, ma non ho ancora ben capito cosa succede). in alcuni casi, dato che l'apparato radicale è imponente, preferisco non rompere la zolla ma inserirla in un vaso più grande aggiungendo composta (sempre se si tratta di piante in piena salute e precedentemente rinvasate da me).

Riguardo alla moltiplicazione il metodo che ho trovato più comodo, a cui la maggior parte di queste piante si presta è la semplice radicazione di fusti a contatto con la composta, ancora attaccati alla pianta madre, una volta che sono fissi al terreno taglio il "cordone ombelicale".
in alternativa, talee ben secche di stapelia e simili non danno problemi di radicamento in composta o sabbia secche, appena emettono abbozzi di radici le sposto in contenitore con composta per piante adulte appena umida e sofficie.
ho notato che invece per hoya e ceropegia si ottengono migliori risultati in ambiente umido, quindi chiudendo contenitore in un sacchetto trasparente.

un pò prolissa come al solito, ma questa è più o meno la mia esperienza con questa famiglia, che apprezzo sempre di più e che si fa sempre più spazio nella mia collezione.

gigantea

 foto tratta dal forum , ritrae una stapelia gigantea


risponde pulcius:
Re: Asclepiadaceae
da pulcius » 16/09/2010, 22:07

Discorso molto esauriente Stranepiante. Premetto che l'appassionata di queste piante è mia moglie, ma ovviamente piacciono anche a me e sono io che curo la coltivazione. Un po di storia della nostra passione per queste piante, circa 20 anni fa avevamo 2 Piaranthus, una Stapelia gettleffii e un'Orbea variegata che erano meravigliose vigorose e molto fiorifere, di li è partia la nostra passione per le asclepio. Negli anni successivi ne abbiamo acquistate altre in particolare Huernie, ma con scarsi risultati anzi più ne acqistavamo più ne morivano anche le prime quattro hanno incominciato a deperire e nonostante le abbiamo riacquistate più volte non siamo più riusciti a tenerle. Abbiamo provato ogni tipo di terriccio ma niente da fare sembrava che la sfiga si fosse accanita contro di noi. Da qualche anno sembra abbia imbroccato il terriccio giusto, metto il 60% di pomice e lapillo e il 40% di terriccio di foglie di faggio e gran parte di esse hanno reagito bene. Quest'anno poi ho abbondato con un fertilizzante idrosolubile 9 - 15 - 35, gran parte di esse hanno fiorito abbondantemente e continuamente incominciando da maggio, li ho irrorate abbondantemente anche di fungicida alternando quello a bare rameica a quello sistemico, e ho anche abbondato con le innaffiature, insomma ho esagerato su tutta la linea.
Per quanto riguarda i vasi concordo con stranepiante devono essere poco profondi e molto ampi. Infatti io ne ho messe in vasi alti e relativamente larghi ma stentano molto di più delle altre. Ultimamente stò mettendo assieme diverse Hoya una ventina circa, esse invece, essendo piante epiphite o semiepiphite vogliono un terriccio molto acido io uso un terriccio cosi composto 80% di torba bionda di sfagno e 20% di lapillo vulcanico. Le ho posizionate a nord - est dove prendono il sole un paio di ore al giorno, concimo anch'esse con lo stesso concime idrosolubile. Nonostante i periodici trattamenti con insetticidi sistemici sono molto amate dalle cocciniglie.Alcune di esse sono molto fiorifere altre invece non si sono ancora mostrate, attualmente è fiorita abbondantemente l'Hoya melliflua di cui vi posto alcune foto.

Hoya-melliflua

foto tratta dal forum, ritrae la fioritura di una hoya melliflua