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Seminiamo succulente

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Seminiamo succulente 

Nelle mostre di piante succulente, organizzate dalla nostra Sezione AIAS del Triveneto, quando realizziamo l'angolo della propagazione, regaliamo ai ragazzi bustine di semi di piante succulente e insegniamo loro due metodi semplici per la semina, da effettuarsi in Aprile - Maggio, per la maggior parte delle piante, fanno eccezione quelle a vegetazione invernale (brevidiurna) e le Aizoaceae per le quali lo specialista Lorenzo consiglia la semina a Febbraio, oppure a settembre.

Il primo metodo è stato ideato e sperimentato dal nostro Mauro Miglioli. 

1 Semina in bottiglia a

Utiliziamo semi di Astrophytum Myriostigma   

1) Prendiamo una bottiglia di plastica di forma cilindrica liscia, bianca e trasparente, la tagliamo in due parti: la parte superiore sarà di circa 13 cm e quella inferiore di circa 7 cm. La parte superiore dovrà inserirsi nella parte inferiore per 2-4-cm circa. L'altezza totale dopo l'unione delle due parti sarà di circa 17-18 cm. Oscuriamo bene la parte inferiore per circa 4 cm dal fondo perché non passi la luce che favorirebbe la formazione di alghe nel terriccio.

2) Prepariamo il terriccio per la semina: mescoliamo tre parti di sabbia grossolana di fiume con una parte di terriccio per gerani.      

2 Semina in bottiglia3) Riempiamo la parte inferiore oscurata della bottiglia con il terriccio, lo inumidiamo bene e spargiamo sopra il terriccio i semi della bustina portata a casa dalla mostra AIAS.  

 

 

 

 

3 Semina in bottiglia a4) Chiudiamo bene  la bottiglia, anche con il tappo e facciamo in modo che la parte superiore si inserisca nella parte inferiore per 2 -4 cm al massimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Altro metodo

In questo caso utilizziamo semi di Turbinicarpus macrochele ssp polaskii 

4 Semina in miniserraPrendiamo una piccola scatola di plastica trasparente, ad esempio quella dei cioccolatini, che sarà la serretta per la semina. Ci procuriamo una vecchia scatoletta per diapositive non trasparente e pratichiamo sul fondo dei piccoli fori, oppure utilizziamo un vasetto di plastica (vecchio di quelli che contenevano piantine).

 

 

 

 

5 Semina in miniserra

Riempiamo con il terriccio per la semina e seminiamo. Inumidiamo bene immergendo il contenitore con i semi in un sottovaso con l’acqua distillata.

 

 

 

 

6 Semina in miniserra

Riponiamo la scatoletta o il vasetto nella serretta e la chiudiamo bene.

 

 

 

 

 

7 Semina in miniserraPoniamo la bottiglia e/o la serretta in un posto luminoso, mai al sole diretto.  

 

 

 

 

Dopo circa 10-15 giorni i semi nascono.

Ecco le prime nascite nella bottiglia e nella miniserra, i semi non sono germinati tutti e ci sono tante alghe.

8 Semina in miniserra
9 Semina in miniserra
 
 

 

 

 

 

La causa principale che ha favorito la formazione delle alghe è stata l’umidità, qualche piantina sarà soffocata dalle alghe ma quelle che sopravvivranno cresceranno lo stesso.

Una variante

A Giugno un amico con esperienza di semine è venuto a trovarmi e dopo aver guardato bene le semine mi ha dato un consiglio e ho ripetuto la semina

10 Semina in miniserra

11 Semina in miniserra12 Semina in miniserra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho riempito il fondo della bottiglia con lo stesso tipo di terriccio usato la volta precedente, ho inumidito bene, ho riseminato, ma ecco la novità: ho coperto i semi con la “vermiculite” (un prodotto che si usa come isolante termico e in agricoltura), assorbe l’umidità e tiene arieggiato il terreno e ho richiuso la bottiglia. Altri consigliano di usare ghiaietto di quarzo da spargere sopra il terriccio prima della semina.

13 nuove semine in serretta

14 nuove semine in serretta15 nuove semine in serretta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

16 nuove semine in serrettaHo riseminato anche in una nuova scatoletta usando il solito terriccio per le semine, inumidito per immersione  e ho  ricoperto i semi di  "vermiculite".  

Ho richiuso la bottiglia e ho rimesso in miniserra la scatolina e...

 

 

 

 

 

dopo 10 – 15 giorni ecco il risultato: tante piantine e come potete vedere niente alghe !!!!!      

17 nuove semine in serretta

18 nuove semine in serretta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…. e ora procediamo: quando i semi germinano hanno bisogno di aria, allora togliamo il tappo dalla bottiglia e alziamo il coperchio della miniserra.  Per i primi 2 – 3 mesi le giovani piantine (plantule) vanno tenute costantemente umide (la scatoletta va bagnata per immersione mentre  le piantine in bottiglia dovrebbero mantenersi umide senza bagnarle), dopo questo periodo, si toglie la parte superiore della bottiglia e la scatoletta dalla miniserra. In seguito si lascia asciugare il terriccio per qualche giorno prima di bagnare ancora, in modo da stimolare lo sviluppo delle radici ed irrobustire le piantine. Per il primo anno è consigliabile usare acqua distillata, quella del rubinetto è  troppo dura ed evaporando può formare delle incrostazioni calcaree che danneggiano le piantine. Tra l'estate e l'autunno un paio di concimazioni, con un concime per piante grasse in dose dimezzata e anche meno, non fanno male.   Durante il primo anno di vita le piantine hanno bisogno di molta luce, ma non di sole diretto, d’estate devono essere ben arieggiate. Potrebbe andare bene un terrazzo esposto ad Est, curando di ombreggiare e proteggere dalla pioggia i contenitori con le semine.

Ecco il risultato delle semine di Giugno 2008, fotografate al 16 Novembre 2008

19 nuove semine in serretta

20 semina Turbinicarpus macrochele ssp polaskii

 

 

 

 

 

 

 

come osserverete hanno passato una bella estate, anche se umida qui da noi (pianura padana), sia i Turbinicarpus macrochele ssp polaskii (in miniserra) sia gli Astrophytum myriostigma(in bottiglia) sono cresciuti bene. In autunno ricovero i semenzali in serra e li bagno con minor frequenza fino a fine Novembre, se il tempo è bello. Le piantine passeranno l'inverno completamente asciutte nella serra, dove la temperatura non scende sotto lo zero, riprenderò a bagnarle leggermente a fine Febbraio nelle belle giornate di sole. A primavera saranno pronte per il trapianto, se non sono troppo fitte è meglio aspettare l'anno successivo quando le piantine saranno più robuste.

Maria Luigia

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