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Il Genere HOYA - speciale 2013

Emilio Capacci

Il Genere HOYA

 

copertina speciale Hoya
 1. Introduzione pag. 1
 2. Storia del genere pag. 5
 3. Tentativi di mettere ordine nel genere pag. 6
 4. Classificazione attuale secondo Hooker e Schlechter pag. 7
 5. Area di provenienza pag. 12
 6. Simbiosi con le formiche pag. 13
 7. Portamento pag. 14
 8. Foglie e Fiori pag. 16
 9. Processo d’impollinazione pag. 18
10. Descrizioni di alcune specie pag. 20-67
11. Coltivazione pag. 68
12. Propagazione pag. 75
13. Conclusioni pag. 79
14. Bibliografia pag. 80
Introduzione
Gli appassionati di piante succulente sono quasi esclusivamente proiettati verso i paesi delle Americhe, dove è situata gran parte della vegetazione succulenta per lo più cactacee; dell’Africa, dove nel sud-ovest di essa sono presenti il maggior numero di specie succulente, da non dimenticare però anche il Madagascar, il Corno d’Africa e la Penisola Arabica; anche la vecchia Europa e le Isole Canarie danno ospitalità ad alcune specie di crassulacee fra le quali Sempervivum ed Aeonium. Più sconosciuti sono i siti del sud-est Asiatico dove, nelle foreste, vivono innumerevoli specie del genere Hoya, ed è di queste piante che voglio raccontarvi.
Il genere Hoya conta circa 300 specie, dalle quali sono state create anche diverse cultivar, appartenenti alla famiglia delle Apocynaceae sottofamiglia Asclepiadaceae della quale fanno parte anche i generi Stapelia, Huernia, Caralluma, Piaranthus, Hoodia, ecc. ecc. dalle forme tozze e famose per i loro fiori attraenti ma maleodoranti.
Le Hoya, invece, sono un tributo all’eleganza grazie al portamento dei fusti, per lo più lianosi ma anche cespugliosi e decombenti, alle loro foglie anche cuoriformi e finemente decorate da leggere venature e da macchie argentee, e soprattutto per gli splendidi fiori simili a raffinate porcellane con petali diafani e, spesso, leggermente vellutati.
Nelle prossime tre pagine sei stupende testimonianze. 
 Hoya pubicalix
Hoya pubicalix - Coll e foto E. CAPACCI

 

Fiori
I fiori, come le foglie, sono molto variabili pur avendo tutti la forma di stella a cinque punte, composti di calice corolla e corona, sono raggruppati in ombrelle e il numero di fiori per ombrella varia da uno a circa settanta. Spuntano tutti da un rametto basale chiamato peduncolo,
particolarità del peduncolo è che non secca con i fiori come succede nei pelargoni, ma rimane vitale ed emette nuovi fiori, anche più volte nella stessa stagione, allungandosi un po’ tutti gli anni; come sempre, non mancano le eccezioni, infatti, le specie che fioriscono all’apice dei germogli come la linearis, la polyneura e la bella, lasciano cadere anche il peduncolo assieme ai fiori. Le corolle misurano da pochi millimetri a circa otto cm di diametro e possono essere glabre lucide o, anche, pelose di diverse forme e colori. Ad antesi completa i fiori possono assumere cinque forme diverse:
revoluta, con petali incurvati all’indietro come in H. wayetii Kloppeburg; urceolata, con petali uniti per tutta la loro lunghezza, che si aprono solo all’apice, assumendo la forma di un orcio come in H. heuschkeliana Kloppeburg; stellata, con petali appiattiti su uno stesso piano come in H. carnosa Brown; campanulata, con petali uniti che formano una specie di coppa come in H. campanulata Blume; riflessa, con petali ricurvi all’indietro come in H. multiflora Blume.
Nel centro di ogni fiore c’è la corona, anch’essa pentalobata. Le antere e lo stigma sono nascosti all’interno della corona e ricoperti da una struttura trasparente chiamata reticolo, il polline è prodotto all’interno di una struttura simile a quella delle Orchidee, chiamato sacco pollinico. L’impollinazione è molto complicata ed è fatta da insetti specifici attratti dal profumo e dall’abbondante nettare che producono.

forme fiore Hoya

 

Hoya linearis Wallich ex D. Don

Hoya linearis

Hoya linearis - Coll. e foto E. CAPACCI

Questa Hoya è originaria della regione dell’Himalaya, e precisamente del nord dell’India, del Nepal, del Sikkim, del Myanmar e della Cina meridionale, fu descritta per la prima volta nel 1825.
I fusti sono di 0,2 cm e sono decombenti, si prestano molto bene ad essere appesi in un cesto di fibra di cocco. Le foglie sono rotonde, aghiformi, leggermente arrotolate e ricoperte di una morbida peluria, sono lunghe 5 cm con uno spessore di 0,2 cm di un colore verde chiaro senza nervature né macchie visibili. I fiori sono 0,7 cm piatti a forma di stella, bianchi con una leggera macchia rosa al centro della corona, se ne contano fino a 15 per ogni ombrella, hanno una durata di circa 5 giorni ed emanano un gradevole profumo di limone specialmente nelle ore serali. I fiori producono poco nettare sono a geotropismo positivo, cioè rivolti verso il basso, con infiorescenze apicali a peduncolo caduco, è una delle poche specie che lasciano seccare il peduncolo.
La fioritura avviene in tarda estate o all’inizio dell’autunno quando le giornate incominciano ad accorciarsi e l’escursione termica è più marcata.
Non è una pianta facile da coltivare perché perde facilmente le radici e di conseguenza secca.
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Hoya linearis fiore

H. linearis - Coll. e foto E. CAPACCI

 

Hoya multiflora Blume

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le corolle sono bianche con punte gialle mentre le corone sono completamente bianche, producono tanto nettare trasparente e un leggero profumo come di limone, se ne contano fino 50 per ombrella. E’ chiamata multiflora per l’abbondanza dei fiori che appaiono in continuazione per tutta la buona stagione, alcuni chiamano i fiori di questa pianta “Fiori missile” per la loro somiglianza con un missile. I peduncoli sono caduchi anche se eccezionalmente qualcuno rifiorisce una seconda volta. Cresce nelle foreste calde e umide di Filippine, Malesia, Thailandia e Vietnam, ed è stata descritta nel 1823.
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Hoya multiflora fiore

I fiori a “missile” di H. multiflora - Coll. e foto A. TREVISAN

 

Coltivazione

Luce

Pur essendo piante che vivono nelle foreste, hanno bisogno di luce molto intensa per crescere bene e per fiorire, non amano però il sole diretto. Perciò devono essere sistemate all’ombra di piante ad alto fusto oppure in terrazzi esposti da nord a nord-est. Alcune ore di sole, specie di mattino, non le disturbano ma attenzione se si espongono al sole dopo il ricovero invernale bisogna farlo molto gradatamente, altrimenti si bruciano le foglie e rimangono scottate per tutta la stagione. La durata della luce deve essere di 12 – 14 ore e per fiorire abbondantemente meglio di 14 – 16 ore. Come tutte le piante tropicali anche le Hoya non hanno fermo vegetativo, ma se cala l’intensità o la durata della luce si blocca la crescita fino a quando le condizioni non tornano ottimali. Se sono coltivate in serra sotto luce artificiale e con una temperatura costante, crescono e fioriscono tutto l’anno.

Hoya cumingiana

H. cumingiana - Coll. e foto A. TREVISAN