RINVASATURA

Miceli Giuseppe

È preferibile effettuarla al principio dell'inverno, per mettere la pianta in condizione di riprendere a vegetare subito, senza dover poi disturbarla, in un momento delicato, all'inizio della primave­ra.

Per ottenere il massimo dei risultati, contrariamente alle vec­chie credenze, dare alle cactacee ed alle succulente un buon terric­cio nutriente, arricchito con humus di lombrico o con un pò di concime organico ben maturo di pecora o altro, tenendo però presente che lo stallatico fresco produce delle bruciature.

È estremamente importante formare un terriccio molto poro­so, non compatto, quindi areato e ben drenato, per asciugarsi rapi­damente e consentire il massimo espandersi delle radici. A tal fine aggiungeremo un quinto di sabbia di fiume ( testare l'acidità della sabbia del fiume dove preleviamo) ed un quinto di ghiaia, informarsi se le proprie piante amano l'acidità o il calcareo, quindi useremo o ghiaia e sabbia silicea o calcarea a seconda dei casi, (Ndr.  il consiglio specie se diamo acqua di rubinetto calcarea è di usare elementi neutri o leggermente acidi, 6 o 7 gradi di ph ), ma meglio ancora lava tritata o argilla espansa del tipo a grana piccolissima (dimensioni di un chicco di riso) usata in edilizia e in idrocoltura, eccezionale per areare il terreno ( Ndr. o anche perlite, pomice, vermiculite ).

Con questo tipo di composta ben drenata, usare preferibil­mente vasi in plastica nera, meglio se QUADRATI. Questa carat­teristica risolve anche il grosso problema del peso gravante per me­tro quadrato, per chi, come me, ha una collezione sul balcone.

Ci obbligano ad innaffiare con minore frequenza perché man­tengono un pò più a lungo l'umidità non lasciando trasudare dalle pareti di plastica i sali minerali disciolti nel terreno.

Infine, il vantaggio della loro forma quadrata che consente di sfruttare al 100% la superficie disponibile, si possono riunire così in pochissimo spazio, centinaia di vasetti.