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Piante Grasse fascicolo 3, Luglio-Settembre 2012

Piante Grasse fascicolo 3, Luglio-Settembre 2012

 volume 32

Sommario
Neollodya inexpectata D. Donati sp. nov. di Davide Donati
Una giornata nella Quebrada San Ramon di Aldo Delladdio e Paolo Gardini
Il genere Euphorbia L. di Carlo Zanovello
Una cura per Echeveria laui di John Pilbeam
Sempervivum grandiflorum Haw. di Davide Donati e Gérard Dumont
Come fotografare le piante di Roberto Siniscalchi
Elaborare una fotografia di Stefano Baglioni
Il taccuino del coltivatore di Alessandro Natodi

Una giornata nella

Quebrada San Ramon

Alla ricerca di Copiapoa krainziana

testo e foto di Aldo Delladdio e Paolo Gardini

Quebrada S_Ramon1

... La stessa Copiapoa krainziana, obiettivo della giornata, è ritenuta da alcuni una varietà di Copiapoa cinerea, a causa delle forme intermedie che si incontrano, la più nota delle quali è C.scopulina.
Poco dopo l’ingresso della quebrada una coppia di piccole civette (Athene cunicularia) ci attendeva seguendo attentamente le nostre mosse con fantastiche rotazioni del collo.
Dopo aver fotografato le simpatiche vedette che sembravano in posa per noi, abbiamo proseguito sul sentiero, fermandoci ogni volta che incontravamo dei cespi interessanti di Copiapoa haseltoniana, Copiapoa cinerea ‘albispina’ e svariate forme intermedie. Dopo circa mezz’ora di cammino nel letto dell’antico torrente asciutto ci siamo trovati di fronte a una biforcazione della valle. Aldo, il più documentato del gruppo, ricordava bene di aver letto che bisognava proseguire a sinistra e che le piante che cercavamo si sarebbero trovate quasi in cima alle colline sulla destra, e a questo punto si è accesso un dibattito su quale fosse la destra, visto che tutto dipende dalla direzione di marcia oppure dalla convenzione di mettersi con le spalle alla sorgente. Certo sarebbe tutto molto più semplice se chi scrive resoconti di viaggio usasse sempre i punti cardinali piuttosto che termini come destra e sinistra.
Nel nostro caso abbiamo preso la biforcazione a nord della quebrada (che come tutte o quasi le quebradas di quella parte del Cile, si sviluppa in direzione ovest-est) mentre le colline si trovavano ad est della biforcazione.
Dopo un’ascesa non proprio agevole a causa della notevole pendenza e del terreno composto principalmente da pietre friabili, temevamo di aver interpretato male i riferimenti perché non si vedeva traccia del tesoro da noi febbrilmente agognato. Copiapoe ce n’erano tante e meravigliose, dalle epidermidi verdissime o grigiastre, con spine dorate o scure, in cespi davvero grandi. Nessuna traccia però della krainziana.
Così un nuovo briefing con il cielo terso come tetto e milioni di piante silenti come testimoni ha portato Aldo e Paolo a fidarsi delle sempre valide intuizioni di Isa, che proponeva di mantenersi alla stessa quota spostandosi però verso nord.
Era sufficiente che cambiassero di poco le condizioni del terreno e dell’esposizione al sole perché, alcune centinaia di metri dopo, Isa incrociasse le prime Copiapoa krainziana. Sorrisi, gridolini, “sfregolamenti” di mani, abbracci, pacche sulle spalle, questa la cerimonia celebrata in un remoto angolo di mondo a 11.400 chilometri da casa accarezzando con sacralità le bianche amiche appena incontrate e spezzando il pane portato negli zaini.
Un cespo qui, uno lì, abbiamo quindi proseguito a lungo fino in cima alla collina, trovando esemplari sempre più belli intenti a catturare i raggi del sole, che però cessavano nelle vicinanze della sommità...

Quebrada S_Ramon2

  
Tempo di Sempervivum
 Sempervivum grandiflorum Haw..

Davide Donati - Gérard Dumont

Sempervivum grandiflorum_1

...
Cespi:
piuttosto compatti ma generalmente radi, dato che le rosette figlie sono prodotte in numero moderato e la monocarpia delle rosette adulte è così compensata lentamente; gli stoloni sono piuttosto robusti e relativamente persistenti, con lunghezza che non supera il diametro della rosetta madre (una lunghezza di poco superiore s’incontra nelle piante coltivate); la rosetta non produce alcuno stolone l’anno della fioritura.
 
Rosette Adulte:
piuttosto aperte e poco compatte, con foglie poco numerose disposte regolarmente, con anisofillia generalmente poco marcata.
 
Foglie
molto succulente, verdi scuro con tacca apicale bruno rossastra ben marcata, particolarmente in primavera, ricoperte su entrambi i lati da una corta ma densa pilosità ghiandolare, con secrezione molto densa o addirittura collosa. Questa pilosità emana un odore muschiato generalmente molto forte, ben riconoscibile ma poco piacevole, addirittura fastidioso per alcuni.
 
Infiorescenza:
terminale, sorretta da uno scapo corto; l’ampiezza dell’infiorescenza propriamente detta è modesta, con raramente più di 5-6 fiori aperti contemporaneamente.
 
Fiore:
generalmente grande o molto grande rispetto agli altri sempervivum, ma il diametro varia molto, (2) 3-4 (5) cm; i numerosi petali (circa una quindicina ma questo numero è variabile) sono allungati e sovente di un bel giallo vivo, benché talvolta siano di colore più pallido e tendente al verde chiaro, con una tacca basale porpora, colore condiviso con i filamenti staminali.
...

Sempervivum grandiflorum2